Ieri ho avuto l'onore di sedere al banchetto della mia città Grottaglie organizzato dal periodico locale "Via Crispi". Dalle 15.30 alle 18.00 ho raccolto le firme insieme a Giampaolo e Vannina che, per la verità, ho conosciuto solo ieri. Secondo il blog Via Crispi http://www.viacrispi.it/blog/ abbiamo raggiunto le 700 firme! Contro le 500 di Udine e le 600 di Aosta! Come spiegare questo fenomeno? La gente ha voglia di partecipare? Vuole essere parte attiva del processo democratico? Eppure nelle recenti elezioni politiche questo popolo partecipativo e "dispotico", ha espresso un'indicazione di voto pressoché identica alle altre volte. Francamente sono un po' confuso.
Il parassita è una bestia che si attacca alla vittima e non deve far altro che succhiare per vivere. VAFFANCULO! Il 25 aprile ci sarà in 400 piazze d'Italia la raccolta delle firme per i tre referendum anti parassitari proposto da Beppe Grillo:
1) Abolizione dell'ordine dei giornalisti;
2) abolizione un miliardo di euro all'anno di finanziamento pubblico ai giornali;
3) abolizione del testo unico della radiotelevisione che di fatto concentra il potere mediatico nel duopolio raiset.
P.S. Il 25 aprile sarò al banchetto della mia città per raccogliere le firme. La raccolta proseguirà per i prossimi due mesi. http://www2.beppegrillo.it/v2day/banchetto.php?id=211
Avete visto la faccia di Cesare Damiano (DS), l'ex ministro del lavoro? Questo non ha mai lavorato un giorno in vita sua, non sa neanche spanare un bullone. Su Wikipedia risulta che Damiano è un sindacalista che ha fatto carriera. Fra parentesi, il sindacalista è un parassita: non appena uno diventa delegato sindacale viene immediatamente estrapolato dal resto dei colleghi e posto su di un piedistallo. Il delegato subisce una "borghesizzazione" che lo allontana concettualmente e fisicamente dai suoi colleghi, proprio da quelli con cui dovrebbe stare più a contatto. Il sindacalista è colui che va a cena col padrone per contrattare i diritti dei lavoratori (la mia non è un'opinione ma una constatazione di fatto). Un grande "merito" di Damiano è quello di aver creato il fondo pensione "Cometa" per i salariati. Un fondo pensione creato e gestito dai sindacati coi soldi dei lavoratori! Una contraddizione assurda e fuorilegge sottaciuta da tutti gli organi d'informazione.
Al ministero del lavoro ci doveva stare un comunista, magari Bertinotti che ha optato per la presidenza della camera. Un comunista che ha firmato tutte le leggi pro-destra compreso l'indulto, un harakiri con la "r" moscia. Questo è il lusso, il vero lusso, far approvare a un comunista leggi ultra liberiste restando all'opposizione!! Comprare i sindacati coi soldi dei lavoratori.
Finita l'esperienza di governo, bertinotti doveva lasciare ad un altro la guida del nuovo soggetto politico ovvero, a Nicola Vendola. L'arcobaleno è un simbolo da scuola materna, il colore degli omosessuali, infatti solo loro vi hanno votato. Berlusconi insegna: "il popolo è come un bambino di 8 anni e neanche tanto intelligente". Eliminare la falce e martello è stata un'idea geniale. Chi non ha notato le facce lunghe e sconsolate della sezione Gramsci? Si racconta che il segretario del Pci lascia la poltrona a qualcuno un po' più scemo di lui per evitare che gli faccia le scarpe. A sua volta quello un po' più scemo lascia la poltrona ad uno peggio di lui e così via fino a che il più scemo del partito è proprio il segretario: Franco Giordano faceva cadere le braccia. Questa dinamica è identica ad un concetto erroneo della democrazia che dice: tutti sono uguali e tutti possono fare tutto*.
Da Vespa Bertinotti ha riconosciuto il fallimento ma solo da un punto di vista politico-partito, da un punto di vista personale è soddisfatto. Vuoi scherzare? Ti trovi di fronte alla terza carica dello stato, e che carica, chi non ha notato la musicalità della "r" alla francese risuonare nella camera dei deputati del parlamento italiano? Ma questi dove vivono? La politica è una carriera militare? Cosa sono serviti anni di studi e di lotte per poi cadere in un miserabile peccato di vanità?
Credo che l'effetto astensione ci sia stato. I giorni del 13/14 non erano né giorni estivi, né giorni primaverili. E' mancato quel 2/3% che avrebbe potuto rafforzare Di Pietro a vantaggio di tutti.
Beppe Grillo è caduto in un peccato di gola. Ha assunto il potenziale elettorale della rete come qualcosa di propria appartenenza, come un ricavo frutto del suo lavoro. Il genovese doveva darlo a chicchessia senza avere niente in cambio o senza negoziare o imporre condizioni? Ha optato per la scelta istintiva ed egoista del niente a nessuno che si è rivelata controproducente.
Il problema è questo: se potere non ne hai, non ne hai e non lo usi; se il potere ce l'hai e non lo usi, è come se non ce l'avessi. Lo stesso vale per il denaro: se soldi non ne hai, non ne hai e non ne usi; se i soldi ce l'hai ma non li usi, è come se non ce li avessi. Prendere sempre una decisione anche se può risultare sbagliata denota sicurezza.
Adesso l'Italia è come una macchina guidata da un pazzo che cammina su due ruote -quelle di destra - e i passeggeri coglioni credono che il mondo deve essere visto così: in obliquo.
Il nuovo governo sarà fatto da ministri del nord. Il sud è solo terra di conquista. Non c'è speranza, l'ossimoro che vede una coalizione che comprende Lega Nord e Lega Sud viene risolto da un gioco tanto raffinato quanto subdolo, far rappresentare il sud da... Lombardo.
Intanto la Finocchiaro sconfitta in Sicilia, annuncia di non voler rappresentare l'opposizione nel nuovo governo siciliano. Che minchia ci è andata a fare li? La sconfitta era matematica, sapeva di dover stare comunque all'opposizione ma non ha resistito alla tentazione di vedere tappezzata quella regione della sua immagine. Vuole rientrare in parlamento (giustamente, un perdente dove lo metti? In parlamento) tramite un colleggio dell'Emilia-Romagna. L'Italia è in uso e abuso di questa gente, ma forse un bene perchè si libererebbe il posto per Sonia Alfano.
(*)Questo meccanismo abbassa la media in modo spaventoso, la classe politica odierna ne è la controprova, basta vedere le facce dei vincitori Bossi, Maroni e Calderoli. La seconda repubblica è l'avverarsi della tesi che segue: un'epoca fatta di furbi e leccapiedi. Per la cronaca, il precursore è stato Cesare Romiti.
Quando in un gruppo ognuno può, potenzialmente, ricoprire qualsiasi mansione si crea un curioso fenomeno di aggregazione e solidarietà fra gli individui con capacità medie, vale a dire, fatto 10 la media è 5. Lo si nota benissimo nei luoghi di grande aggregazione come il mondo del lavoro ed ogni luogo di competizione "democratica". Quando compare un individuo sotto la media viene immediatamente attaccato per via della sua eccessiva mediocrità e serve a sostenere e ribadire la propria superiorità e idoneità. Quando, al contrario, arriva uno più bravo del valore di 6 viene subito escluso e isolato per paura di essere scalzati. I medi(ocri) fanno quadrato e espellono il sufficiente (v. la fuga dei cervelli). Fra coloro che compongono la media avviene a loro volta una lotta intestina per cui: chi ha meno capacità - posto un valore di 4,5 - risulta più attivo per timore di essere emarginato e cerca in mille modi e sotto rifugi di prevalere e demonizzare chi è leggermente più capace - il 5 - il quale, "dall'alto" della sua posizione consolidata tende a non curarsi particolarmente di ciò. Quando il 4,5 scalza finalmente il 5 ecco che la media si è abbassata di mezzo punto e così via verso il basso.
Quello che segue è un post molto apprezzato che feci girare subito dopo le elezioni, farsa, della precedente consultazione. A volte incontravo il mio post copiato e incollato da altri. Nei primi giorni subito dopo il voto, nessuno riusciva a comprendere un risultato così anomalo. In quelle ore, come molti, rimasi attaccato al monitor e alla Tv assiduamente per cercare informazioni, interpretazini, qualsiasi cosa potesse farmi comprendere l'assurdità del momento. Obiettivamente, la mia analisi lanciò un raggio di luce nel buio completo dove tutti sembravano essere precipitati. Vorrei avanzare l'ipotesi che il commento che segue abbia contribuito ad ispirare il noto romanzo "Il broglio" che trova la chiave di volta nella scomparsa delle schede bianche. Questa volta dovremmo confrontare la percentuale delle schede bianche per avere una prova del nove ma, al Viminale chi ci sarà? Amato, Scajola ed altri che non ricordo: faranno comunella?
il Biondo(?)
A pensar male si fa peccato però molto spesso s’indovina
Non ho mai visto dei sondaggi così lontani dalla 'realtà'. Lunedì le facce più scure erano, oltre a quella di Bersani, quelle dei sondaggisti come Mannaimer che quasi si nascondeva sotto il leggìo.
Non ho mai visto tanti scioperi, di tutte le categorie in questi 5 anni. Nessuno più dichiarava di aver votato FI. Gli inglesi davano 5 a 1.
Mentana a matrix: "è stata una grande prova di democrazia". Pannella è saltato letteralmente dalla sedia e ha sbroccato: " prova di democrazia un corno!". Poi, come combattuto tra se, ha fatto due contorsioni con il corpo e ha ripiegato sul discorso dell'elettore poco informato e lo sfascismo di destra. Gli hanno anche abbassato il tono del microfono. Scajola, che fino ad allora sorrideva, appena ha visto la scena è diventato serio, preoccupato come per dire: non si metterà mica a fare dei nomi o chissà quali accuse...
La cosa strana è che i ‘perdenti’ stavano sulle loro, nessuno esultava: zitti zitti, quatti quatti, anch’essi increduli come per dire, ma cosa è successo? Hanno sbagliato tutti le previsioni; l'unico che ha indovinato è stato proprio Berlusconi: siamo in parità diceva, c'è il sorpasso, ecc. Insomma, sapeva in anticipo tutto quello che è successo, l'unico che andava in controtendenza, un mago, il mago Do Rinascimento.
Poi Prodi si è lamentato che i risultati arrivavano troppo lenti dal Viminale... a proposito chi c'era al Viminale????
Proviamo a pensar male: Il sardo si è messo a taroccare i voti grazie allo scrutinio elettronico. Dopo le 18 il caimano si è catapultato con l’elicottero da Milano a Roma: su quale colle avrà preferito atterrare? E’ da allora che è iniziata la famigerata rimonta? FI ha perso voti ma rimane il primo partito. Tutti gli altri sono rimasti invariati, ma ha dato un contentino all’ UDC e ad AN per cementare le 3 punte. A sinistra nessuna novità, gli unici a fare un passo avanti sono quelli di Rifondazione, guarda caso lo spauracchio su cui puntare il dito, la spina nel fianco della Sx più rafforzata per dividere l’Unione. Per non dare nell’occhio si doveva vincere di misura. L’unica cosa che fortunatamente è sfuggita, è il voto dall’estero che notoriamente è di centrodestra ma si è rivelato l’opposto. Siamo stati salvati dai voti argentini! Sarà un caso?
Morale della favola: la destra chiede di ricontare le schede (contestate)… proprio loro. Come ciliegina sulla torta è stata eletta Stefania Craxi a Milano 1. Senza le preferenze puoi mettere anche Rintintin che passa lo stesso. E’ prevalsa la morale di centro-destra, quella liberista, garantista, cattolica che dice: Non è colpa sua che mi ha fregato, ma è colpa mia che mi sono fatto fregare.
"Marcello Dell'Utri, che lo chiama "eroe" (Mangano ndr) perché non parlò mai di lui né di Silvio. E Berlusconi ieri, a stretto giro di posta, si associa alla causa di beatificazione: "Dice bene Dell'Utri: quando Mangano era in carcere malato, i pm gli dicevano che, se avesse detto qualcosa su di me, sarebbe andato a casa. Ma lui eroicamente non inventò mai nulla su di me. Quando era da noi si comportò benissimo, ma poi ebbe delle disavventure che l'hanno portato nelle mani di un'organizzazione criminale. Ma non mi risulta checi siano sentenze definitive nei suoi confronti".
Purtroppo le sentenze risultano eccome. Arresta nel 1980, Mangano viene condannato definitivamente per associazione a delinquere con Cosa Nostra nel processo Spatola, poi per traffico di droga nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino: totale 13 anni definitivi, di cui 11 scontati in carcere. Ma è vero, almeno, che Mangano si comportò bene finché restò ad Arcore, salvo poi finire in preda alle cattive compagnie? Le sentenze raccontano tutt'altra storia. Nel 1974, quando viene ingaggiato da Dell'Utri, il "fattore" già vanta un bel pedigree criminale: pupillo del boss Stefano Bontade, ha collezionato a soli 33 anni una sfilza di denunce, condanne e 5 arresti per assegni a vuoto, truffa, lesioni, ricettazione, estorsione, rapporti con narcotrafficanti e mafiosi. Borsellino ricorderà in una famosa intervista che era stato promosso a "testa di ponte della mafia al Nord" per la droga e il riciclaggio, ed era pure specializzato in estorsioni alle cliniche: chi non pagava il pizzo riceveva a casa "una testa di cane mozzata". Per la questura di Palermo, Mangano è già allora un "soggetto pericoloso". Ma non per Dell'Utri, che lo porta in casa Berlusconi con moglie, figlie e suocera. L'assunzione, secondo il Tribunale di Palermo, che nel 2004 ha condannato Dell'Utri a 9 anni per concorso esterno in mafia, avvenne nella sede Edilnord di Foro Buonaparte, presenti Berlusconi, Dell'Utri, i capimafia Bontade, Teresi e Di Carlo (il quale, forse poco eroicamente, ha raccontato tutto ai giudici). Sapeva Dell'Utri chi era Mangano?
In un rapporto dei carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: "Dell'Utri ha chiamato il Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza - è risultato dalle informazioni giunte dal nucleo di Palermo - del suo poco corretto passato". Ad Arcore, più che dei cavalli (mai visti), il fattore si occupa soprattutto del futuro Cavaliere: scorta lui, la moglie e i figli ovunque. Più che uno stalliere, un guardaspalle. Pranza e cena al tavolo del padrone. "Io e Berlusconi eravamo come parenti", dirà nel 2000 al processo Dell'Utri. Ma la sera dell'8 dicembre '74, dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri, Confalonieri e Mangano, l'ospite d'onore, Luigi D'Angerio, viene sequestrato fuori la villa. I carabinieri sospettano Mangano e avvertono Berlusconi. Il quale racconterà: "Lo licenziammo appena scoprimmo che si stava adoperando per organizzare il rapimento di un mio ospite". Memoria corta: Mangano resta ad Arcore fino al 1976. E Silvio non fa un piega nemmeno quando, per ben due volte, i carabinieri vengono ad arrestarlo perché sconti due condanne definitive: espiata la pena, Vittorio viene regolarmente riaccolto a casa Berlusconi, come il figliol prodigo. Se ne andrà lui spontaneamente nell'ottobre '76, dopo l'articolo di un giornale locale che lo riguardava. Ma senza mai rompere i rapporti con Dell'Utri. Un mese dopo, i due partecipano alla cena di compleanno, a Milano, del boss Nino Calderone. Nel 1980 la polizia intercetta Mangano al telefono con Marcello, mentre gli propone "un affare per il tuo cavallo". In altre telefonate coeve, ricorderà Borsellino, Mangano chiamava cavalli le partite di droga. Ma Dell'Utri giura che il cavallo esisteva davvero e aveva quattro zampe. Un mese dopo, Mangano finisce dentro per mafia e droga. Il che non impedisce al Cavaliere di sospettarlo per la bomba esplosa nell'86 nella sua casa milanese di via Rovati.
Quando esce, nel 1991, Riina lo premia per il suo "eroico" silenzio promuovendolo reggente del mandamento di Porta Nuova (la famiglia di Pippo Calò). Così il nostro eroe condivide tutta la strategia stragista del 1992-'93. E nel novembre '93, dopo l'arresto di Riina e le bombe dell'estate, mentre Dell'Utri e Berlusconi creano Forza Italia, si reca due volte a Milano nella sede di Publitalia per incontrare l'amico Marcello: risulta dalle agende dello stesso Dell'Utri ("2.11.93: Mangano Vittorio sarà a Milano per parlare problema personale"; "Mangano verso il 30-11").
Secondo vari pentiti, tra cui Nino Giuffrè, ex braccio destro di Provenzano, Mangano faceva la spola tra Palermo e Milano per seguire la nascita del nuovo partito per conto dei nuovi capo di Cosa Nostra. Poi, nel 1999, finisce di nuovo in carcere, stavolta per tre omicidi, e condannato in primo grado a due ergastoli poco prima di morire."
Se Grillo esprime una preferenza pubblica sposta subito 1 milione di voti.Se fa una campagna costante sul blog arriva a 1,5 milioni di adesioni. Secondo me il "partito del non voto" avrà circa 1,5 milioni di voti potenziali ovvero, il 4% alla camera......!
La gente ha terrore di uscire di casa, di andare al lavoro, di parcheggiare la macchina. La gente è terrorizzata quando è ricoverata, quando apre le bollette dell'Enel, quando va a fare la spesa. E' terrorizzata quando va in banca, quando si avvicina al casello, quando viene invitata ad un matrimonio, quando scopre di essere incinta. La gente è terrorizzata quando vede la TV, quando attraversa la strada, quando suona il telefono, quando va a votare.
Riporto parte di una intervista fatta al nostro premio Nobel Carlo Rubbia, l'ennesimo "cervello" in fuga, tratta da un articolo da "La Repubblica" del 30 marzo:
[...] Qual'è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?
[...] non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35/40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra.
Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?
Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Popi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie.
Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Qual'è la sua opinione in proposito?
Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo.
In che cosa consiste? Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè razioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori un bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile.
Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?
E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia.
Ora c'è anche il cosiddetto !carbone pulito". La Gran Bretagna di GordonBrown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche HillaryClinton s'è detta favorevole...
Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso.
E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?
Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno prodotti in gran quantità.
Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...
E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali e magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-beit. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma.
Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.
D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente.
Se è così semplice, perché allora non si fa?
Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa.
"Una volta che si fa la diagnosi del signoraggio e una volta che s'intende come io intendo, per signoraggio lo strapotere delle grandi banche all'interno della società italiana e non solo, qual'è la terapia? Noi siamo l'unica forza politica nella sinistra italiana e nel panorama politico che ha il coraggio di avanzara la rivendicazione "provocatoria" della nazionalizzazione delle banche, della loro unificazione in un unico istituto di credito finalmente restituito al controllo dei lavoratori e della maggioranza della società. Siamo in altri termini, per mettere in discussione uno dei pilastri dell'organizzazione capitalistica di questa società. Perchè francamente, dalle diagnosi che vengono avanzate non riesco a trarre poi una risposta, una terapia che abbia lo stesso carattere di radicalità della diagnosi. Se ci sono i signori, i signori si rovesciano."
Clinton Curtis, il programmatore che nel 2005 ha testimoniato d'avanti alla commissione di giustizia dell'Ohio di aver fornito ai repubblicani su loro richiesta un programma che fosse in grado di capovolgere in qualunque momento il risultato finale di un'elezione, ha messo in rete una replica quasi identica di quel programma che si può liberamente scaricare e installare sul proprio computer per vedere di persona come funziona. In questo riquadro viene indicata una ipotetica situazione del conteggio in cui Bush sia in vantaggio su Kerry per 106 voti a 93. Noi a quel punto scegliamo di votare per Kerry e come vediamo il voto viene correttamente registrato dal database: ora Kerry ha 94 voti. Ma è sufficente che in qalunque momento chiunque passi d'avanti alla macchinetta e con due semplici colpi di mouse possa capovolgere a suo piacimento la situazione, basta un clic sulla lettera "D" e sulla lettera "S" (della parola President ndr) ed il risultato passa automaticamente in favore di Kerry in misura del 51%. Se invece si vuole il contrario basta cliccare le lettre "R" ed "S" e il risultato si capovolge in favore di Bush, sempre 51 a 49% senza che il totale complessivo dei voti sia mai cambiato di una sola unità. L'unica cosa che è cambiata, in questo caso, è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il codice, nascosto all'interno di un complicatissimo programma, occupa meno di un centinaio di righe e solo un occhio esperto che esamini l'intero script dall'inizio alla fine è in grado di notare quelle righe anomale in mezzo a tutte le altre. Ma le macchinette sono state immediatamente ritirate subito dopo le elezioni dalle società che le hanno gentilmente concesse, e non è più comunque possiblie analizzare in nessun modo il codice originale su cui hanno lavorato.
- Alla gente non piace il sistema. Come ho già avuto modo di spiegarle, il 95% degli americani pensa che le corporation dovrebbero ridurre i loro profitti per offrire maggiori benefici a chi vi lavora e alle comunità all'interno delle quali gestiscono i loro affari. Il 70% pensa che il business abbia troppo potere, e più dell'80% reputa che i lavoratori non abbiano abbastanza voce in capitolo sulle politiche economiche del paese, che l'intero sistema economico sia iniquo e che fondamentalmente il governo non funzioni come dovrebbe poichè opera in favore dei ricchi.
- Le corporation - il più vasto sistma di potere del'Occidente - ottengono concessioni dai singoli stati, quindi esistono i meccanismi legali per revocare tali licenze e porle sotto il controllo dei lavoratori o della comunità. Questo richiederebbe un ruolo veramente democratico dell'opinione pubblica ma si tratta di una cosa che non è mai avvenuta nell'ultimo secolo. In ogni caso i diritti delle corporation sono stati concessi a esse da tribunali e avvocati e non dai legislatori, di conseguenza quel sistema di potere potrebbe essere sgretolato molto rapidamente. Si devono costruire le alternative sia all'interno dell'economia esistente, sia nelle menti dei lavoratori e delle comunità. La questione che viene posta va dritta al cuore dell'organizzazione socioeconimica, della natura del potere decisionale, del suo controllo, nonché dei diritti umani fondamentali.
- Dal momento che il governo è in una certa misura, o quantomeno potenzialmente, controllato dalla gente, anch'esso può essere modificato.
- Circa due terzi di tutte la transazioni finanziarie dell'economia globalizzata avvengono in aree dominate dagli Stati Uniti, dal Giappone e dall'Europa. Queste sono tutte aree dove - almeno in line di principio - esistono già i meccanismi che potrebbero permettere al pubblico di controllare tali processi.
Secondo lei, quale dovrebbe essere il ruolo dei media in uan società sinceramente democratica?
Dovrebbero essere controllati dal pubblico. Il loro design, il materiale che propongono, l'accesso a essi, dovrebbe essere il risultato della pubblica partecipazione, quantomeno nella misura in cui la gente vuole essere coinvolta, e io penso che lo voglia. Alcuni fra i media di questo paese, una volta erano più democratici. Non c'è bisogno di spingersi troppo lontano, torniamo agli anni cinquanta, quando ottcento giornali sindacali, che raggiungevano venti o trenta milioni di persone a settimana, erano impegnati a battersi contro la stampa commerciale che come dicevano loro "inveiva contro i lavoratori a ogni occasione," e "vendeva" le "virtù del big business", inculcando quella mitologia nella testa della gente.
Bob McChesney dice che nei primi anni quaranta c'era circa un migliaio di giornalisti che si occupavano di cronaca sindacale. Oggi ce ne sono sette.
Ogni quotidiano ha una sezione dedicata all'economia, che risponde agli interessi di una piccola parte della popolazione, quella parte che, strano a dirsi, ha la fortuna di controllare i giornali. Ma non ho mai visto una sezione dedicata al lavoro e al sindacato in un quotidiano. Quando vengono pubblicate delle notizie sull'argomento, le si trova sulle pagine economiche e vengono analizzate da quel punto di vista. Questo fa capire chiaramente chi detenga le leve del potere.
Molta gente critica il crescente processo di "tabloidizzazione" (il giornalismo scandalistico e popolare) delle notizie. I direttori dei programmi rispondono dicendo: "Noi diamo al pubblcio ciò che cuole. Nessuno lo obbliga ad accendere la TV e a guradare il nostro programma". Lei cosa ne pensa?
Innanzi tutto, io non sono d'accordo sul fatto che si tratti di quello che il pubblico vuole. Per fare solo un esempio, io credo che gli abitanti di New York sarebbero stati interessati a sapere che secondo le previsioni il NAFTA avrebbe danneggiato "le donne, i neri, gli ispanici" e "gli operai semispecializzati" (il 70% di tutta la forza lavoro viene classificata come "semispecializzata"), come un lettore estremamente attento del "New York Times" avrebbe potuto scoprire il giorno "successivo" all'approvazione del NAFTA. Ma anche allora, i fatti reali furono ignorati da un articolo dai toni ottimistici che parlava dei probabili vincitori[...]quel che la gente vuole è in parte creato a livello sociale, dipende da quale tipo di esperienze e occazioni hanno avuto nella vita. Se si cambia il sistema essi sceglieranno cose differenti.Ho visitato un quartiere povero della classe operaia in Brasile dove la gente si raduna durante la programmazione televisiva di prima serata per guardare film di produzione locale su un grande schermo all'aperto. Li preferiscono alle soap-opera e ad altra spazzatura che va in onda sulle reti commerciali, ma possono esprimere quella preferenza perchè gli è stata offerta la possibilità di scegliere.Quando la gente negli Stati Uniti viene sottoposta a un'indagine statistica, salta fuori che ciò che vogliono -nella stragrande maggiornaza- è una televisione priva di interruzioni pubblicitarie.Avete mai visto una televisione senza spot pubblicitari? Ovviamente no. Nella televisione statunitense, le grandi corporation vendono audience ad altre imprese e non sono interessate a fornirci altre possibilità di scelta.
Radio e TV pubbliche sono sempre state aziende estremamente marginali. Come spiegò Bob McChesney, negli anni venti e trenta ebbe luogo un aspro dibattito per decidere se la radio dovesse essere a disposizione del ppubblico o gestita dal potere rivato. Lei sa bene chi la spuntò alla fine. Quando arrivò la televisione non ci fu nemmeno un dibattito, fu direttamente consegnata al business. E in entrambi i casi tutto ciò fu fatto in nome della democrazia! Questo la dice lunga sulla strana cultura intellettuale che vige in questo paese. Togliamo i media dalle mani del pubblico, li passiamo alle tirannie private e questa la chiamiamo democrazia. Con il passare del tempo, questo atteggiamento si è consolidato. Il Telecommunications Act (Legge sulle telecomunicazioni) del 1996 è stata la più grossa svendita di attività pubbliche nella storia. Non furono richiesti nemmeno degli anticipi. McChesney sottolinea anche l'importante e interessante questione di come l'argomento non fu trattato alla stregua di un problema sociale o politico, ne leggevi sulle pagine economiche dei quotidiani, non in prima pagina. Il problema "se" avremmo dovuto svendere quelle risorse pubbliche ai privati non fu posto in discussione, ma soltanto "come" avremmo dovuto svenderle. Qella rappresentò un'enorme vittoria della propaganda. [...] McChesney osserva inoltre che la maggior parte delle innovazioni nel settore delle comunicazioni ha avuto luogo nella radio e nelle televisioni pubbliche. Le radio FM rimasero pubbliche finché non non cominciarono a fare soldi, da quel momento in poi passarono ai privati. Oggi l'ennesimo e drammatico esempio è rappresentato da Internet: è progettato, sovvenzionato e gestito nel settore pubblico, ma non appena dimostra una potenziale redditività, passa nelle mani delle megacorporation.
Trasferire i costi dai ricchi ai poveri è lo stratagemma comune per migliorare "l'efficenza". Qesta mattina sono andato a lavorare in automobile. Le strade erano piene di buche e c'erano grossi ingorghi di traffico, ma è difficile servirsi del trasporto pubblico perchè impiega troppo tempo ed è, effettivamente, più dispendioso che usare l'auto. Privare la gente di un'alternativa a guidare, la costringe a comprare più macchine e a spendere di più in benzina. Le buche sul manto stradale aumentano i guasti delle automobili e le vendite delle stesse. Un numero maggiore di auto in circolazione fa aumentare l'inquinamento e combattere gli effetti dell'inquinamento sulla saluta fa spendere ancora più denaro. I disagi di tutta quella gente contribuiscono alla crescita del prodotto nazionale lordo (con la celbrazione griondalistica della "grande economia") e sono estremamente efficaci dal punto di vista delle corporation che sono proprietarie del paese. I costi accollati al pubblico, come tariffe dei taxi che quei poveri lavoratori di Trididad devono pagare, non vengono messi in conto.
"Los Angeles aveva una vasta rete di trasporti pubblici che fu semplicemente acquistata in blocco e smantellata".
Si, e la stessa cosa è accaduta dove viov io. All'inizio del secolo potevi girare tutto il New England attraverso le ferrovie elettrificate. Perchè abbiamo una società dove tutti devono guidare una macchina, vivere in sobborghi periferici e fare la spesa in grandi centri commerciali? Negli anni cinquanta il governo diede il via a un givantesco programma per la costruzione di autostrade, chiamato National Defense Highway System (Rete Autostradale per la Difesa Bazionale). Dovettero aggiungere la parola "Difesa" per giustificare le ingenti somme di denaro che vennero spese nel progetto, ma in realtà era un modo per passare dal trasporto pubblico, come le ferrovie, a un sistema che utilizzasse più automobili, camion, benzina e pneumatici. Quello faceva parte di uno dei più grandi progetti di ingegneria socile della storia e fu avviato da una vera cospirazione. La General Motors, la Firestone Tire and Standard Oil of California (Chevron), non fecero altro che acquistare in blocco e smantellare il sistema dei trasorti pubblici di Los Angeles, per costringere la gente a utilizzare i loro prodotti. La questione finì in tribunale, le corporation furono multate di poche migliaia di dollari e alla fine il governo assunse il controllo dell'intera operazione. La stessa cosa accadde altrove. Governi statali e locali si unirono insieme, oltre a una vsta gamma di poteri finanziari. Ciò ebbe enormi consegenze e sicuramente non accadde secondo i principi del mercato. E accade tuttora. Un nuovo piano per Boston prevede di smantellare parte dei trasporti pubblici e di privatizarli, per renderli più "efficienti" (così sostengono), dandoli in gestione alle tirannie private. Ed è naturalmente quel che faranno. Se sei a capo di una società che gestisce il sistema dei trasporti e la tua responsabilità è di fare in modo che gli azionisti guadagnino denaro, che cosa faresti? Taglierai le linee che non fruttano alcun profitto, ti sbarazzerai dei sindacati e così via.
[...] Io senza alcun dubbio penso che la gente dovrebbe cominciare a porre in discussione la legittimità delle istituzioni societarie. Nella loro forma attuale, sono un fenomeno piuttosto recente: i loro diritti sono stati creati dal sistema giudiziario alla fine del 800 e sono stati drammaticamente ampliati all'inizio di questo secolo. Dal mio punto di vista, le corporation sono istituzioni illegittime di un potere tirannico con radici intellettuali non dissimili da quelle del fascismo e del bolscevismo. C'è stato un periodo in cui questo tipo di analisi non era affatto inusuale, per esempio nel lavoro dell'economista politico Robert Brady, oltre cinquant'anni fa: affonda le sue radici nei movimenti della classe operaia, nel pensiero illuminista e nel liberalismo classico. Esistono, come lei ha sottolineato, i meccanismi legali per sciogliere le corporation dal momento che tutte devono usufruire di una concessione statale. Ma è meglio non illudersi, questi sono cambiamenti di vastissima portata. Limitarsi a proporre la revoca degli atti costitutivi, come mossa tattica, non ha alcun senso. Si potrebbe prendere in considerazione solo dopo che le assemblee legislative rappresenteranno il pubblico interesse invece che gli interessi del business, e questo richiederà un processo di formazione culturale e di organizzazione molto importante oltre alla costruzione di istituzioni alternative per gestire l'economia in maniera più democratica. Ma noi possiamo, a dovremmo, indubbiamente, cominciare a mettere in evidenza che le corporation sono fondamentalemnte illegittime, e che nella loro visione moderna non dovrebbero assolutamente esistere. Allo stesso modo in cui altre istituzioni oppressive, come la schiavitù, o la monarchia, sono state cambiate o eliminate, anche il potere delle grandi imprese può essere cambiato o eliminato. Quali sono i limiti? Non ce ne sono. Alla fine ogni cosa è sotto il controllo della gente.
1) "il primo filtro è quello della proprietà. Le persone influenti e le corporation posseggono e controllano i media dominanti; 2) il secondo filtro è la pubblicità. I media dipendono dalla pubblicità come fonte di finanziamento; 3) il terzo filtro è ciò che chiamiamo "sourcing". I media hanno bisogno di fonti di notizie e vogliono fonti che possano fornire notizie giornaliere che siano affidabili, credibili e che non costino troppo. Tali notizie vengono fornite dalle istituzioni governative, dalla comunità affaristica e imprenditoriale e dalle autorità amministrative locali. Sono loro che prendono le decisioni e sono loro che fanno notizia; 4) il quarto filtro è quello che chiamiamo "flak", o reazione negativa. Qualsiasi persona può fare una telefonata o scrivere una lettera di lamentela a un giornale, ma ciò che ha realmente un effetto concreto sui media sono le lamentele che li possono seriamente minacciare, come quelle del governo, delle grosse aziende o del Pentagono. Per cui il flak è efficace principalmente per i gruppi potenti e alcuni di questi gruppi sono gli stessi che forniscono le notizie. Questo fatto tende a consolidare il potere di queste fonti dominanti; 5) il quinto e ultimo filtro è l'anticomunismo come "religione di stato" e meccanismo di controllo." Edward S. Herman & Noam Chomsky, "La fabbrica del consenso".
Se non fosse stato per il massiccio intervento statale, la nostra industria automobilistica, quella dei semiconduttori e qella dell'acciaio oggi probabilmente non esisterebbero più. L'industria aereospaziale è sovvenzionata in maniera anche più larga. Quando la Lockheed [...]si trovava in grossi guai all'inizio degli anni settanta, fu salvata dalla bancarotta da un prestito di 250 milioni di dollari elargito dal governo federale. Lo stesso è avvenuto con la Penn Central, la Chrysler, la Continental Illinois Bank e molte altre imprese. Subito dopo le elezioni del 1996 (presumo che la scelta di tempo non sia stata casuale), l'amministrazione Clinton decise di impiegare un cifra stimata in 750 miliardi di dollari di denaro pubblico per finanziare lo sviluppo di nuovi caccia a reazione di cui non abbiamo bisogno per scopi militari. Il contratto non sarà assegnato al tradizionale produttore di aerei da caccia, la McDonnell DDouglas, ma alla Lockheed Martin e/o alla Boeing, e quest'ultma non ha prodotto un singolo caccia militare in 60 anni di attività. Il motivo è che la Boeing vende aerei di linea, il nostro principale prodotto d'esportazione nel settore civile (è un mercato enorme). Gli apparecchi commerciali sono spesso velivoli di tipo militare modificati e utilizzno parecchia della tecnologia e del design di questi ultimi.
"La Boeing e la McDonnell Douglas hanno annunciato una fusione tra le due socità che ha usurfuito di un finanziamento pubblico per la bella cifra di oltre un miliardo di dollari"
Sono sicuro che il fatto che la McDonnell Douglas sia stata eliminata dalla competizione per quel contratto sul caccia militare sia una parte della ragione per cui è disponibile a farsi incorporare dalla Boeing. Nel descrivere perchè è stata scelta la Boeing invece della McDonnell Douglas, il sottosegretario del Pentagono per le acquisizioni e la tecnologia disse: "Abbiamo bbisogno di un aggancio nella ricerca commerciale di base per influire sulla sua crescita". Il segretario della Difesa, William Perry, spiegò che dovevamo superare entro breve tempo, "le barriere che hanno impedito un tempestivo accesso a una tecnologia commerdciale in rapida evoluzione". "Il Pentagono sta accompagnando alla porta il complesso militare-industriale per accogliere un complesso industriale e militare," ha aggiunto un cronista del New York Times, osservando che "non si tratta solo di un futile scamgio di aggettivi" ma riflette gli sforzi del Pentagono "di incrementare gli affari con società che hanno una differente clientela di base". [...]In altre parole, uno degli obiettivi principali della produzione e delle commesse militari, insieme alla ricerca e allo sviluppo nei laboratori del governo e nell'industria privata sovvenzionata dallo stato (dal dipartimento dell'Energia e altre agenzie, così come dal Pentagono), è finanziare le imprese private. Il pubblico viene veramente ingannato sull'utilizzo del denaro che sborsa per l'alta tecnologia. Oggi di questa cose si parla quasi apertamente in genere sulle pagine economiche di quotidiani e periodici, ma qalche volta anche in prima pagina. Qesto è uno degli aspetti positivi della fine della guerra fredda; le nubi si sono alzate un poco. Ora ch'è più gente che capisce, almeno fino a un certo punto, che l'apparato militare è stato in parte un impbroglio, una copertura per assicurarsi che i settori avanzati dell'lindustria potessero continuare a funzionare a spese del pubblico. Questo fa parte delle "gambe" su cui si regge l'intero sistema economico, ma non si trova in agenda quando la maggior parte della gente parla di corporate welfare. Naturalmente, non sto dicendo che non dovrebbero esistere i finanziamenti pubblici. penso sia un'ottima idea sovvenzionare la ricerca scientifica e le tecnologie del futuro. Ma ci sono due piccoli problemi: i fondi pubblici non dovrebbero essere canalizzati attraverso le tirannie private (per non parlare del sistema militare) e dovrebbe essere la gente a decidere in cosa investire. Io non penso che dovremmo vivere in una società dove i ricchi e i potenti stabiliscono come spendere il denareo pubblico lasciando il resto della popolazione all'oscuro delle loro scelte. Ironicamente i politici che blaterano di più per ridure la sfera d'influenza del governo, sono esattamente gli stessi che probabilmente contribuiscono ad ampliare il suo ruolo di finanziatore del business. L'amministrazione Reagan riversò denaro nella tecnologia avanzata e fu la più protezionista nella storia americana del periodo post-bellico. Reagan probabilmente non era consapevole di quel che stava ccadendo, ma il suo staff praticamente raddoppiò le misure restrittive sulle importazioni. Il suo ministro del Tesoro, James Baker,si vantò del fatto di aver aumentato le tariffe dovanali più di ogni altro governo post-bellico. I sussidi governativi all'industria privata, sono straordinarimente vasti negli USA, ma esistono in tutte le nazioni industrializzate. L'economia svedese, per esempio, si poggia fortemente sulle grandi corporation multinazionali e i fabbricanti d'armi in particolare. L'industria degli armamenti svedese sembra aver fornito gran parte della tecnologia che ha permesso alla Ericson di imporsi significativamente sul mercato della telefonia moblie. Nel frattempo lo stato assistenziale svedese viene tagliato. E' ancora molto migliore del nostro ma si sta riducendo, mentre i profitti delle multinazionali aumentano. Il business vuole che gli aspetti popolari del governo, quelli che realmente sono al servizio della gente siano eliminati, ma vuole anche uno stato molro forte, uno stato che lavori per esso e che non sia soggetto al pubblico controllo.
"Lei pensa che il corporate welfare sia un buon argomento per far breccia nella gente e coinvolgerla nella politica?"
Non sono un buon tattico, può darsi che quello sia un ottimo mezzo per smuovere la gente, ma penso che sarebbe meglio per loro riflettere attentamente su questi argomenti e cpire la verità. A quel punto saranno loro stessi a muoversi.
Tremonti è un leghista travestito da forzista. La Cdl è sempre stata razzista. Il fenomeno della monnezza a Napoli è cresciuto esponenzialmente proprio durante il governo della destra. Il nord produce e la spazzatura viene riversata nel sud di merda per qattro soldi. Le scorie nucleari dove le mettiamo? Il consulente pagato profumatamente non ha fatto altro che prendere la cartina dello stivale e chiedersi: dove metto le scorie? Ma certo, sotto i piedi. Se Napoli è escluso per via del Vesuvio, rimanevano tre possibilità: S. Maria di Leuca nel tacco della Puglia, a Melito di Porto Salvo alla punta della Calabria oppure a Scanzano jonico in Basilicata, proprio sotto la suola.
Il blog di Beppe Grillo potrebbe essere la piattaforma iniziale per la costruzione di una forma di aggregazione politica nuova. Non più una rappresentanza verticistica come avviene ora nei partiti tradizionali, ma al contrario, un soggetto politico con finalità di governo che si forma alla base e dove ogni decisione e iniziativa viene presa dalla base usando il sistema democratico del voto.
Ci si richiama ai valori universali di equità, giustizia, libertà, ecc. che accomunano in modo abbastanza omogeneo il popolo della rete. Attraverso internet chiunque potrà candidarsi per il Partito della Rete (nome indicativo). Argomento e programmi saranno discussi e messi al voto. Ai candidati sarà fatta una radiografia morale. Tutti potranno potenzialmente conoscere ogni candidato e decidere attraverso l’uso del voto on-line chi li rappresenterà alle elezioni vere e proprie. Ogni candidato, a sua volta, potrà farsi conoscere, esporre i suoi propositi, fare anche dei comizi in rete grazie ad uno spazio apposito pubblico e interattivo che costituisce una parte organica del partito.
I meetup potrebbero essere utili per i rappresentanti locali. Penso che la nuova legislatura che si formerà durerà poco, quindi possiamo incominciare da subito e prepararci per le elezioni che si terranno da qui a qualche anno.
È vero, c’è il partito di Di Pietro ma esso è legato al vecchio sistema della casta. Voci autorevoli dicono che al sud sta avvenendo un travaso dall’Udeur all’Italia dei Valori di professionisti della politica trasformisti e privi di “valori”.
Un nodo che si deve sciogliere è il problema della governabilità. Chiunque se pur armato dalle più sane intenzioni, quando arriva nella stanza dei bottoni rimane impantanato nell’impasto burocratico della macchina amministrativa da prima repubblica. Un elefante fatto di clientelismi, raccomandati, imboscati e fannulloni a tempo indeterminato. I sindaci, i presidenti di regione e a livello nazionale non possono fare tutto da soli, devono delegare, demandare ad altri parte del lavoro, magari a chi è stato assunto nell’amministrazione dal rivale politico uscente. Forse potremmo risolvere anche questo problema con un monitoraggio costante di ogni attività politica.
Occorre un rinnovamento italiano. Questo paese va rifondato. Non si fanno più figli; l’italiano è un animale che vive in cattività. Il governo è caduto per almeno 3 motivi: Il primo va ricercato nelle elezioni truccate male da Berlusconi che ha pensato: visto che non posso vincere distruggo tutto. O tutto a me o niente a nessuno. E nella legge elettorale fatta "solo" dalla destra su misura e a scopo ostruzionistico: chi vince perde, chi perde vince.
Il secondo è una conseguenza del primo che per via di una maggioranza minima ha dato ai piccoli partiti un potere sproporzionato. L'esatto contrario di quanto i cittadini hanno più volte ribadito con la volontà di eliminare il proporzionale.
il terzo è una conseguenza del secondo, cioè, dare un ministero così importante ad un soggetto inaffidabile come Mastella che, peraltro, in campagna elettorale gira per le carceri per racimolare adesioni dal suo elettorato di riferimento... i carcerati. In più, L'Udeur e il partito di Dini, si sono sentiti minacciati dalle riforme imminenti sullo sbarramento al 5%.
Dini: per te 80 notti all’anno non sono usuranti? Tu andrai all’inferno, verrai con me. Avrai la faccia come la mia. Dini, farai tutte le notti di tutti gli operai italiani. Non dormirai mai, il tempo c’è, c’è tutta l’eternità. Andranno all’inferno anche tutti quelli che attaccano Zapatero e tutti quelli che sono andati a fare i regali a De Mita. Guarda il video del post