giovedì 27 dicembre 2007
Beppe Grillo ti auguro un buon 2008.
Volevo farti anche gli auguri di Natale ma ho avuto problemi vari. Volevo dirti che ti voglio tanto bene perché quando accendo il computer penso a te. Quindi, ti do un bacetto. Ti auguro un 25 Aprile massiccio, io ci sarò. Ho fatto anche gli auguri a Buttiglione e Berlusconi; quando hai un po’ di tempo ti consiglio di vederli. Stammi bene, ciao.
Auguri di buon anno al Ministro Antonio Di Pietro
Ministro Antonio Di Pietro, voglio augurarle un buon 2008. Spero sia un anno significativo, che passi una legge elettorale giusta con lo sbarramento al 5%, sperando che Italia dei Valori raggiunga questa soglia. Mi auguro che non raggiunga il 4,9 come è già successo altre volte.
Io sono un suo sostenitore da sempre e ho sempre condiviso le sue decisioni.
Una delle cose che mi ha sorpreso di questa classe politica, fu quando lei, dopo aver lasciato la magistratura e si apprestava ad entrare in politica a furor di popolo, perché lei era in testa agli indici di gradimento, aveva il 68%, notai che tutta la classe politica, da destra a sinistra, cercava di evitarla, lo vedevano come una minaccia; io dicevo: come mai, Di Pietro il simbolo di mani pulite?
Infatti, volevano fare una legge elettorale per evitare le liste a livello nazionale, tutti avevano paura del listone Di Pietro, tutti avevano paura. Non so perché. Poi D’Alema lo fece eleggere, ma non tanto per il “furor di popolo” ma, secondo me, per delle pressioni esterne, internazionali che dicevano, come mai il simbolo di mani pulite viene trattato in questo modo, dalla magistratura stessa…
Insomma, io spero che in parlamento verranno persone corrette come lei, che interpretano il ruolo di politico come servizio al paese e non come servizio a se stessi.
Il problema della partitocrazia nasce proprio dal proporzionale, dal fare gli interessi di piccole minoranze che si trovano nella posizione di poter ricattare e di essere l’ago della bilancia che riconduce tutto a interessi campanilistici, di lobby, familiari, ecc.
Pertanto, mi auguro che Italia dei Valori cresca e con lei cresca il paese.
lunedì 24 dicembre 2007
Auguri di Natale a Buttiglione
On. Buttiglione, le auguro Buon Natale e un felice anno nuovo.
Vorrei sapere: cosa vorresti che ti portasse quest’anno Babbo Natale?
Lo so, qualche percentuale in più alle prossime elezioni perché alle ultime c’è stato un bottino un po’ discreto, non è vero?
E come è successo? Gesù ha preso l’urna elettorale l’ha spezzata e ne ha dato ai suoi discepoli.
Casini è ancora irritato per questo, perché uno s’impegna, si applica e poi si vede propugnare a tavolino certe cose. Per la verità Gesù ne ha distribuito anche ai discepoli dell’altra parrocchia, che se non uscivano sul palco quella sera, all’ultimo minuto… sono scappati là sopra come per dire basta, basta con i trucchetti, abbiamo vinto. Nessuno ha fiatato, nessuno ha detto niente, tutti d’accordo unanimi, come eravate d’accordo a non far entrare in parlamento i comunisti radicali come Ferrando perché noi in parlamento certa gente non la vogliamo, siamo gente civile.
Poi, quando sei andato in Europa perché non ti hanno voluto? Ti hanno accusato praticamente di essere un fondamentalista, un estremista. Com’è che in Europa si è estremisti e in Italia si è moderati?
Qual è la verità? La verità è una, tu lo sai, la sanno tutti ma pochissimi la riescono a pronunciare.
Ma non è di questo che volevo parlare oggi: volevo sapere, il coito interruptus, tu lo pratichi? A già, tu sei un praticante. E come funziona? Op, op, op… fermo.., op, op op mogio, mogio… op op op, vade retro…
Vorrei sapere: c’è relazione tra la sessuofobia e la perversione? C’è, certo che c’è. Ad es. la sodomia, il rapporto sessuale anale. Gli italiani sono noti anche all’estero che amano questo tipo di rapporto, ti sei chiesto per quale motivo? Io credo di si, perché lì non c’è il frutto del peccato, lì finalmente puoi… oooh, è vero? È vero?
Poi vorrei sapere un'altra cosa: c’è relazione tra cultura cattolica e cultura mafiosa?
Come si spiega che in Italia, la terra del Vaticano, la nazione del cristianesimo, convive, è famosa anche nel mondo come la terra della mafia, come mai ci sono questi due opposti?
Io ci sto lavorando, ci sto pensando, mi mancano ancora molti elementi, non computo, però un giorno riuscirò a dare delle indicazioni.
Buttiglione, Bottiglione, vorrei farti una proposta, senti: tu lo sai che andrai all’inferno per quello che hai fatto? Si ricorda il partito Popolare quando doveva andare a sinistra? Come mai poi decise di andare a destra? Non ho ancora capito le motivazioni.
Comunque, fai ancora in tempo a redimerti, a tornare indietro suoi tuoi passi. Mi auguro che tu mi ascolti e mediti su quanto detto.
Auguri di Natale a Berlusconi
Berlusconi ti auguro un buon Natale sincero, un buon 2008. Spero che recuperi le batterie per ritornare al lavoro.
Vorrei sapere: quest’anno, cosa vorresti che ti portasse Babbo Natale? Lo so, la caduta del governo Prodi. Ma la caduta dell’avversario è sempre stata una costante nella tua vita. Come un atleta che desidera vincere vedendo cadere i suoi antagonisti.
Io lo so qual è il suo desiderio intimo latente, quello che vorresti quest’anno da Babbo Natale: il mondo. Ti piace?
Berluscò, ma quanto cazzo costa questo mondo, te lo sei mai chiesto? E che sarà mai, ti metti a società con Merdoch, con qualcuno. Lo comprate a società, ve lo dividete. E dopo aver mangiato tutto il mondo, con la panza piena, cosa rimane da fare? Guardi in alto e vedi la luna; che fai la lasci la? Ti mangi pure la luna, no?! Non basta tutto l’universo!
Il problema del mondo è la fame. Dobbiamo risolvere il problema della fame nel mondo non tanto dei poveri, ma soprattutto dei ricchi. Che magnano sempre.
La globalizzazione cos’è? È l’inglobalizzazione, il cannibalismo, le fusioni, le corporations che si fondono, è un cannibalismo continuo… sempre più grosso, più grosso.
C’è un errore a monte.
Insomma, chi ha sofferto la fame ha quella mania di accumulare, di mangiare, il piatto pulito; ne soffrono soprattutto quelli del dopoguerra. Chi ha vissuto la guerra ha subito lo shock, pertanto ha una mania patologica di accumulare, conservare, mangiare, così come chi non è stato allattato bene da piccolo, oppure, in generale, tutti gli uomini hanno ereditato l’atavismo lasciatoci dagli uomini primitivi e cioè: la fame. La paura più grande che gli uomini hanno è quella di morire di fame.
Non so, tu dirai: come spieghi che io abbia realizzato un impero nonostante questi problemi che dici tu?
Se tu metti a confronto un morto di fame e uno che è sazio, ti accorgerai che il morto di fame è più alacre, non sta un attimo fermo, è sempre alla ricerca di qualcosa, non ci puoi stare dietro, si muove sempre, è instabile.
Poi c’è la differenza tra la passione e la mania. La passione ti permette di stare in armonia con gli altri, invece, al contrario, la mania ti mette in conflitto con le persone che ti sono vicine. Lei soffre di conflitti?
Allora, io mi auguro per il 2008 che lei possa ritornare sui suoi passi, che abbia un ripensamento, che faccia una inversione a U della sua politica e della sua filosofia di vita. Visto che è Natale lei andrà all’inferno per quello che ha fatto. Però è ancora in tempo per redimersi, può recuperare, lasci tutti i suoi averi come insegna il vangelo, confessi le sue colpe, abbandoni tutto, lo so, i suoi amici non saranno d’accordo, ma il sacrificio è il segreto per entrare in paradiso.
Quindi, sacrifichi tutto e sarà ricordato come un uomo che ha avuto il coraggio di rimettersi in discussione.
Mi auguro che tu ascolti le mie parole.
venerdì 21 dicembre 2007
Il mutuo è una partita di giro?
Quale miglior investimento del mattone?
Mettiamo che le banche investono negli immobili che garantiscono un profitto sicuro, e che le agenzie immobiliari finiscono col fare capo alle banche, chi chiede un mutuo riceve un prestito dalla banca che viene girato all'agenzia immobiliare che altro non è che la stessa banca.
Il risultato è che nominalmente la banca è in sofferenza mentre l'acquirente gode di un bene.
In effetti, però, a godere è solo la banca che non rischia praticamente nulla, invece l'acquirente è, in effetti, in sofferenza per 30/40 anni.
Tutto ciò è legale?
Mettiamo che le banche investono negli immobili che garantiscono un profitto sicuro, e che le agenzie immobiliari finiscono col fare capo alle banche, chi chiede un mutuo riceve un prestito dalla banca che viene girato all'agenzia immobiliare che altro non è che la stessa banca.
Il risultato è che nominalmente la banca è in sofferenza mentre l'acquirente gode di un bene.
In effetti, però, a godere è solo la banca che non rischia praticamente nulla, invece l'acquirente è, in effetti, in sofferenza per 30/40 anni.
Tutto ciò è legale?
giovedì 20 dicembre 2007
Facciamo gli auguri di Natale ai nostri politici preferiti
Voglio dare alcuni consigli utili per Natale:
quest’anno potremmo dare gli auguri di Natale ai nostri politici. Scegliamo il nostro politico preferito e gli facciamo gli auguri di Natale.
Poi, a fine anno il Presidente della Repubblica usa fare il “discorso di fine anno alla nazione”, da quest’anno, visto che ce lo siamo sorbiti da sempre, da quest’anno noi facciamo il discorso di fine anno al Presidente della Repubblica, e diciamo quello che vogliamo: le cose che vanno, quelle che non vanno, ecc.
Fate i videocommenti, ormai lo scritto è superato, è passato di moda. Fate i videocommenti, fatevi vedere, fate le vostre rimostranze, auguri a tutti di Natale.
lunedì 17 dicembre 2007
A parte i camionisti siamo tutti castrati
Per governare bene il popolo deve avere la voce "fine".
Un tempo si usava la castrazione fisica, oggi c'è la castrazione culturale.
E' noto, il castrato è molto più docile e remissivo e poi se dovessimo mangiarlo cosa
c'è di meglio di un bel castrato?
In Francia sanno farsi rispettare forse perchè conservano ancora gli attributi?
Hanno la tradizione di tagliare la... testa ai governanti parassiti.
A Cuba manca tutto, l’unica cosa che abbonda è la fica. Ci sarà qualche attinenza col nome del leader massimo Castro?
Facciamo la rivoluzione: chi va in parlamento deve castrarsi in... onore al compito da svolgere.
Rivogliamo i nostri attributi. Reset!
Italiani, ribelliamoci!
Facciamo la voce... grossa.
Tiriamo fuori le palle e cambiamo questo sistema sodomidico.
Dove sono finiti gli uomini veri? Gli uomini con gli attributi?
Tutti in piazza a protestare... abbiamo forse paura di... scoprirci?
martedì 11 dicembre 2007
La televisione è morta.
Vogliamo negare l’evidenza? Fra qualche anno avverrà la fusione internet-tv-radio-telefono, che ne sarà dell’ultrapiatto? Lo appendiamo al muro e ci facciamo girare “Via col vento” o “2001: odissea nello spazio” un fotogramma alla volta così ci ritroviamo anche un’opera d’arte… e non dite che l’idea è vostra.
Gli ottuagenari che stanno al potere, neanche se lo sognano. Stanno come in spiaggia distesi al sole, con un cocktail in mano e non si accorgono dell’onda anomala che fra poco li travolgerà.
Se voglio vedere un film o un programma, potrò trovarlo in rete quando voglio. Sarà forse a pagamento, ma è un altro discorso. E cosa ce ne faremo poi della Clerici o di Giovanni Rana? E i quiz? Ci saranno quiz in rete magari ultra interattivi. Potremmo prenotarci in tempo reale.
A proposito di reale. Sono proprio i reality, la tv reale, a presagire l’evento. Questo nuovo fenomeno risponde al bisogno di verità e realtà. Mostrare le cose come stanno senza finzioni.
E’ stato finalmente dimostrato che i famosi sono, in fondo, persone comuni e le persone comuni possono diventare famose anche se prive di talento. Siamo tutti noi.
Ognuno potrà avere il suo spazio. La Tv a 99 canali, ve la ricordate? È rimasta a sei-sette. In un futuro non troppo lontano però, i canali saranno milioni! Ognuno avrà la sua “televisione”, ognuno potrà apparire in video. Dove sarà la differenza sostanziale fra ieri e domani? Ma io ti conosco, ti guardo sempre in video. E l’altro: anch’io ti conosco, ti vedo sempre anch’io.
Non scordiamoci però che se tutti possono giocare al calcio, ai mondiali ci vanno solo in 11 e spesso sono sempre gli stessi.
La televisione è finita e con essa tutti quelli che ci campano sopra.
In rete possiamo andare tutti in video, mettere le nostre facce, le idee, i pensieri, il quotidiano… a differenza della tv che offre intrattenimento con modalità di mercato, che attira spettatori passivi, che si presenta a loro col vestito da sera, che entra nelle nostre case, in rete tutto ciò viene ribaltato, è il pubblico che “entra” nei video altrui, che sceglie dove, quando e come, che seleziona un “palinsesto” personale libero da condizionamenti, che sceglie cosa vedere e cosa trasmettere.
Se su un forum scambio dei messaggi con nick, posso dire che lo conosco? Lo conosco solo virtualmente, ma se invece, posso "vedere nick di persona" allora si, posso dire di conoscerlo veramente.
Tutto ciò è fantastico. Non so prevedere come potrà evolversi.
Le notizie alla tv già fanno ridere ora. Chi andrebbe a vedere la TV di Emilio Fede? Gli ottantenni come lui neanche se ne accorgono. Tra l’altro, saranno comunque spazzati via dal decorso biologico, l’evoluzione continua, noi siamo il momento e il domani.
Loro rimangono lì, in spiaggia, a godersi questa bassa marea “anomala”. Non sanno cos’è una tastiera, scrivono ancora a penna. Firmano gli assegni.
Componete i vostri video, mandate le video mail, fate i videopost, i videoblog, ecc. Su google se cerchi “video commento” o videocommento, per ognuno appaiono meno di 1000 pagine. Pertanto, voglio proclamarmi primo videocommentatore della rete. Chi mi videocommenta sarà il secondo.
sabato 8 dicembre 2007
Mangio la tessera elettorale in segno di protesta
Video mail di protesta al Presidente Giorgio Napolitano:
Mangio la tessera elettorale in segno di protesta per l'ingiusto trasferimento del giudice Clementina Forleo da parte del CSM.
domenica 2 dicembre 2007
" E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce" Gv. III, 19
La Chiesa pur di non allearsi con gli ateisti finisce con l’allearsi con il demonio. Sembra una grossa contraddizione, ma mentre i primi non ammettono l’esistenza di Dio, il secondo l’ammette e, pertanto, paradossalmente, è più degno di considerazione.
Non riesco ancora a capire in pieno del perché la Chiesa ha sempre aborrato qualsiasi rapporto con le ideologie di sinistra, comunismo, socialismo. Non è forse mai esistito un vero tentativo di trovare dei punti d’incontro comuni. Ci sono tantissime convergenze sul piano pratico. In fondo, entrambi si occupano delle fasce più deboli, dell’uguaglianza, il rispetto del prossimo, la pace, la fratellanza, il rispetto della natura, delle regole, la tolleranza, l’amore, lascia tutti i tuoi averi e donali ai bisognosi e tutta la miriade di buoni propositi.
Le differenze vertono sul metodo, ma in gran parte sono identiche nella sostanza. Come mai questi due poli in antitesi, ma con finalità simili non hanno mai collaborato insieme?
Come al solito la verità è più misera al cospetto degli alti ideali. Secondo me si tratta di una differenza prettamente ideologica o, meglio, politica.
Pur di non rischiare di poter essere invischiata e magari corrompersi, in un confronto dialettico che potesse mettere in discussione, in tutto o in parte, il dogma religioso, la Chiesa ha sempre preferito arroccarsi.
L’ideologia è un principio teorico di riferimento, mentre la politica è l’applicazione pratica di tale principio. Lo stato, l’insieme degli individui diversi fra loro anche sui princìpi, deve essere giocoforza laico, ovvero, deve garantire per ognuno pari diritti.
Se dunque la Chiesa agisce in modo politico significa che si è comunque corrotta riducendo la religiosità in ideologia, la fede in adesioni all’azione politica e la missione evangelica in propaganda, il tutto condito con interessi istituzionali ed economici.
Sull’altro versante a tradire fu il noto partito socialista che rinunciò all’ideologia di riferimento in virtù di una politica del nulla.
Ecco, il rapporto ci fu ad un certo momento, inevitabile: non si possono eludere le inclinazioni naturali senza annullarsi e perdersi. Il rapporto corrotto, ed è il caso di dirlo, fra il craxismo e il clericalismo ha finito col generare quel figlio clandestino, quel mostro di politica e affari che oggi ci ritroviamo e con il quale la Chiesa continua ad avere rapporti incestuosi.
venerdì 30 novembre 2007
La Forleo e il sistema partitocratico

Le intercettazioni politica/economia rivelano il sistema Moggi applicato alla politica italiana. Il sistema Moggi nacque in principio come difesa da eventuali aggressioni, prevaricazioni e imbrogli che gli avversari avrebbero potuto usare contro il loro gruppo. Erano azioni preventive contro sabotaggi ecc. per non cadere indietro mi butto in avanti e così, cammin facendo, per poter vincere, da metodo di difesa è passato a metodo di sistema.
Pensate che Berlusconi si possa affrontare con quattro emendamenti in parlamento? Per vincere ci si deve muovere nel suo campo, quindi, conquistare pezzi dell’economia nazionale e tenere il passo. A un certo punto si arriva al confronto diretto e ci si mette d’accordo: 3 televisioni a te e 3 a me, 3 banche a te e 3 a me, 3 giornali a te e 3 a me; il tutto per poter avere un civile, onesto e democratico confronto politico alla pari.
La Forleo non capisce. Queste sono sottili strategie di Alta politica.
Ha ragione Grillo quando dice che con quelli della Lega e gli inquisiti non si doveva parlare, questi invece ci parlano e si mettono d’accordo
lunedì 26 novembre 2007
Videocommento sul videocommento
Ecco un nuovo videcommento che ho proposto sul blog di Grillo di ieri, riguardo ai... videocommento
Vorrei fare una proposta: mettere sotto i commenti uno spazio per il videocommento, i filmati oppure foto. Insomma, un’interazione visiva. Poi ci sarebbe da valutare se giuridicamente c’è differenza tra lo scritto e il parlato. Ad es, sul presidente della repubblica: alle volte lo vedo in televisione così bianco, ma così bianco, con gli occhi così… allora mi chiedo, spontaneamente mi chiedo, sarà forse cominciato il processo di decomposizione?
Società matriarcale o patriarcale?

Bronislaw Malinowski (l’antropologo per eccellenza) scrisse un saggio dal titolo: "Sesso e repressione sessuale tra i selvaggi", dopo essere vissuto a stretto contatto con gli indigeni della Melanesia occidentale.
L’autore usa frequenti accostamenti tra i comportamenti dei ‘selvaggi’ con quelli dei ‘civili’ europei. È una contrapposizione tra una società matriarcale, quella indigena, e una società patriarcale, quella nostra. Il risultato è sorprendente; si ha la sensazione che la verità sul comportamento genuino e civile dell’uomo sia ribaltato, che la società più autentica, più vicina alla natura dell’uomo sia quella “selvaggia” matrilineare e non la nostra.
Comunque, vorrei portare l’attenzione su questo passo che la dice lunga sui danni prodotti dalla nostra alienazione nei confronti del sesso. Non voglio qui dilungarmi a descrivere le abitudini dei popoli di matrice matrilineare, pertanto invito a leggere il libro:
cap. 7 pag. 61
“Un punto importantissimo di questa sessualità infantile è l’atteg-
giamento delle generazioni più anziane verso di essa. Come ho detto, i
genitori non la considerano affatto reprensibile; in genere essi l’accet-
tano così com’è. Il più che faranno sarà di parlare scherzosamente fra
loro delle tragedie e delle commedie d’amore del mondo fanciullesco.
Mai si sognerebbero d’interferire o di manifestare la loro disapprova-
zione, purché i fanciulli dimostrino la dovuta discrezione, cioè non
eseguano in casa i loro giochi amorosi, ma vadano in qualche luogo ap-
partato fra i cespugli.
Ma soprattutto i fanciulli vengono abbandonati totalmente a se
stessi nelle loro cose d’amore. Non solo non c’è interferenza dei geni-
tori, ma raramente, se mai, avviene che un uomo o una donna prenda-
no un perverso interesse sessuale per un fanciullo, e certo non si ve-
dranno mai mescolati con loro nei giochi a questo scopo. La violazio-
ne di fanciulli non è conosciuta, e una persona che s’intrattenesse ses-
sualmente con un fanciullo sarebbe considerata ridicola e disgustata.”
In queste popolazioni non esistono deviazioni che coinvolgono i fanciulli.
Grazie alla grande libertà non si manifestano tutte quelle anomalie che le società occidentali sono affette.
Non voglio dire che dovremmo prendere esempio da loro ma la conoscenza, la consapevolezza che esiste un mondo diverso, un’alternativa, può farci crescere e diventare veramente maturi.
domenica 25 novembre 2007
Sull'originario
Il segreto sta all'origine. Oggi siamo cambiati ma solo nella forma, sostanzialmente siamo uguali in tutto ai primitivi. Il passato è parte di noi come le radici di un albero. All'origine è racchiuso il senso delle nostre azioni, in quell'originario ancora puro e incorrotto. Quando avviene un cambiamento che taglia i ponti col passato ci troviamo di fronte ad una nuova origine. Il passaggio dalla scimmia all'uomo ha determinato la fine dell'"animale" in virtù di una nuova origine che è l'uomo e non possiamo escludere totalmente il fatto di essere anche dei primati. La tecnologia è esistita fin dall'origine, come la cultura, ecc. La scimmia bianca senza artigli è sopravvissuta grazie a strategie di carattere sociale, tecnico e culturale, proprio come oggi. Il mito è una evento realmente accaduto che ha lasciato un segno profondo nella vita di un popolo. I miti e le leggende sono metodi ormai sorpassati per tramandare la storia. Infatti si usavano quando la scrittura ancora non era stata inventata. Poi Omero le trascrisse, la bibbia contiene già riferimenti più precisi, quindi gli storici greci, ecc. Al mercato facciamo le stesse cose che i primitivi facevano nel bosco raccogliendo o cacciando. Infatti, quando si cerca un prodotto si adotta lo stesso meccanismo psicologico della caccia o della raccolta. La storia si tramanda anche a livello biologico: non chiedetemi come. Chissà perchè più antica è la fonte è più si ritiene sia attendibile. Perchè? Viene accettata come buona automaticamente e prevarica la fonte più recente. Forse perchè l'attendibilità sta proprio nel suo essere antico. Il valore è attribuito perchè tale fonte è riuscita a superare il filtro del tempo. L'utile rimane dal passato, l'inutile persiste solo nel presente. Il problema è che non conosciamo noi stessi e come vivere bene e in armonia con la nostra natura. In origine invece gli uomini forse vivevano con spontaneità e innocenza senza preconcetti o presunzioni o fobie come avviene oggi. Quindi, capire il passato arcaico ci aiuterebbe a vivere meglio in attesa di una nuova origine o meglio, di una rigenerazione.
venerdì 23 novembre 2007
Il superamento del bipolarismo
All’interno del nostro parlamento a forma di semicerchio vi sono numerosi partiti che rappresentano per ognuno di loro un modo diverso d’intendere l’esercizio dei poteri dello stato.
Il semicerchio è come un’ampolla nella quale le varie rappresentanze sono come delle bolle d’aria dentro un liquido. Quando si agita l’ampolla, le bolle d’aria cambiano di forma, si uniscono o si dividono.
Il buon equilibrio, la stabilità, consiste nell’avere il minor numero di bolle possibili. Nelle cosiddette democrazie moderne esiste il bipolarismo che riduce a due o poco più, le bolle nel contenitore.
Se ciò è vero, se l’equilibrio e la governabilità è data dal minor numero di bolle presenti, possiamo avanzare l’ipotesi che il sommo ideale è forse rappresentato da una bolla unica che, per la sua unitarietà, garantisce grande stabilità.
Come si arriva allo stadio “unitario” e perché non esiste alcuno esempio a parte l’imposizione “stabile” dei regimi dittatoriali?
A mio avviso manca, ed è sempre mancato, per ogni tipo di governo, un progetto a lungo raggio. A parte forse i progetti strategico-militari, non ho mai sentito parlare di paesi che abbiano adottato progetti condivisi da tutti da perseguire nell’arco di trenta o più anni.
Facciamo un esempio a caso: l’Italia è il paese della cultura. Un progetto a lungo termine potrebbe essere quello d’impegnare tutte le risorse per trasformare la nazione in un luogo specializzato nell’accogliere i turisti.
Ogni realtà artistica e culturale, locale e nazionale, dovrebbe essere curata e predisposta ad accogliere visitatori. Quindi porti, aeroporti, strade, ecc.
È un piccolo esempio per intenderci. In realtà concentrarsi esclusivamente su un unico tipo di “raccolto” senza diversificare, pone il rischio di trovarsi senza sostentamento qualora quel raccolto andasse a male.
Accolto il progetto come una specie di legge costituzionale, i vari governi s’impegnerebbero a perseguire quella via con modi e interpretazioni diverse, distanti, ecc. ma sempre con un unico intento: costruire il progetto a lungo termine.Si avrebbe così una bolla unitaria che cambia nella forma ma non nella sostanza.
mercoledì 21 novembre 2007
L'importanza d'interagire in video nella rete
Con la possibilità sempre crescente di poter mettere in rete filmati personali l’utente potrà inserire sui forum, i blog, ecc. il suo video accompagnato da uno scritto che ne riassume il contenuto o viceversa. Ciò cosa comporta?
L’esaltazione dell’immagine, l’individualismo, l’egocentrismo, caratteristica di quest’epoca, è stata amplificata proprio dalla televisione. Prima dell’avvento delle tv e del cinema, la gente tendeva a riconoscersi in gruppi, in categorie, il pronome più usato era il “noi”, col tempo è stato soppiantato dell’”io” che denota una forte centralità del “se” come finalità delle proprie manifestazioni.
Una delle cause principali di questa deriva è, secondo me, l’immagine proiettata dalla televisione che esalta il singolo e s’impone, nell’ambito familiare e sociale, ad una platea passiva. Pensiamo al mezzobusto dei tg che ingigantisce il volto, la voce e le movenze di un unico soggetto al cospetto di milioni di spettatori recettivi e sostanzialmente marginalizzati.Il risultato è che nella vita ognuno tende ad occuparsi solo della propria immagine spesso vuota, e a considerare gli altri come pubblico, come prime donne e gli altri spettatori.
Con la possibilità di esprimersi in video da parte di tutti, si potrebbe creare un riequilibrio: siamo tutti spettatori e, al tempo stesso, tutti protagonisti. In questo modo si appiattirebbe l’egocentrismo proprio in virtù del fatto che ognuno può apparire, esibirsi e, cosa molto importante, interagire con lo stesso strumento annullando così quella prerogativa rara e privilegiata tipica dei personaggi, dei vip che a loro volta finirebbero col perdere quell’aurea ultraterrena suscitando meno clamore e diluendo quel senso d’inferiorità latente che è la causa del bisogno di primeggiare tipico di oggi.Si tratterebbe di un socialismo mediatico. Pensiamo alle multiconferenze sul web: migliaia di spettatori-protagonisti che interagiscono fra loro. Forse i fenomeni come Second Life saranno sostituiti da soggetti “reali” favorendo veri rapporti umani, quelli che attualmente mancano alla rete apostrofata come un mondo virtuale, freddo e impersonale.
lunedì 19 novembre 2007
Bellachioma, lo psiconano, berlusca

Berlusconi quando è in difficoltà rilancia. Fa sempre così. Sarebbe un buon giocatore di poker, un baro.
Ha barato sul numero delle adesioni (7 milioni), ha barato nelle ultime elezioni politiche e in tutti i passaggi delicati della sua carriera.
Imbroglia sempre, è un tossicodipendente dell'imbroglio, dovremmo chiuderlo in una comunità.
Però è cattolico, è certificato e per la Chiesa va bene.
D'Alema era l'unico che poteva contrastarlo, lo ricordo bene, poi d'incanto, come da un giorno all'altro, quel clima di astio si placò e D'Alema riconobbe il suo nemico come un degno avversario politico.
Sicuramente sotto ci fu un altro imbroglio. Purtroppo credo che ce lo dobbiamo tenere fin quando non muore. Mio nonno diceva che avere le orecchie grandi è segno di longevità: spero si sbagli.
domenica 18 novembre 2007
Il contenitore elettorale dell'Udeur

In una delle sue prime uscite in televisione dopo tangentopoli, Mastella fu intervistato ed io mi chiesi subito: perchè lo intervistano e gli danno tanto spazio? Perchè costui è "riemerso" dalla prima repubblica? Alla domanda, Mastella rispose in perfetto politichese: la giornalista lo fermò subito e gli disse che doveva usare un linguaggio chiaro e comprensibile. Prontamente lui riformulò la risposta. Mi chiesi ancora: non lo sapeva che il politichese era stato bandito? Lo sapevano tutti. Dov'era stato fino adesso? L'impressione era di un tizio che sta li per commissione. La cosa raggelante era il peso e lo sapzio in tv che la televisione pubblica dava a lui e al suo zero virgola.
Per me Mastella è un prestanome, nel senso che fa gli interessi di terzi, di chi gli fornisce i voti. Da dove arrivano i voti dell'Udeur? Sono voti concentrati per lo più nella sua terra di Benevento. Chi fornisce i voti a un Mstella con delega? Qual'è il suo elettore tipo?
Volete un'indicazione? Spesso fa il giro delle carceri promettendo a tutti che usciranno fuori. Quale miglior referente per un galeotto e per chi rischia di andare in galera se non un ministro della giustizia?
martedì 13 novembre 2007
Se Gesù ci fosse oggi
Se Gesù ci fosse oggi sarebbe un capellone scappato di casa.
Un girovago, uno che frequenta i centri sociali, che suona per strada insieme a quelli come lui, uno che fuma gli spinelli.
Se ci fosse Gesù oggi sarebbe in mezzo agli ultimi. Potresti trovarlo nelle stazioni a discutere con i barboni, i drogati o le prostitute.
Se ci fosse Gesù oggi sarebbe uno con un sacco di idee strane nella testa. Uno che ti parla di amicizia, fratellanza, pace, amore e di un altro mondo che ci aspetta.
Se ci fosse Gesù oggi risponderebbe allo stereotipo del disadattato, dello sbandato, dello sfigato.
La Chiesa non lo prenderebbe in considerazione, sarebbe l'esempio da non seguire. I fedeli, dal canto loro, lo eviterebbero perchè usano dividersi tra puri e impuri.
Questa è la riprova che il messaggio del Vangelo è stato travisato, almeno in parte. La Chiesa ha sviluppato il suo dogma sugli ultimi momenti della vita di Gesù, esaltando la passione, il dolore, il trapasso e la resurrezione come esempio da seguire, come sublime percorso verso la redenzione. Ha trascurato, però, il messaggio più profondo, quello che esorta all'amore, alla tolleranza, la convivenza civile e il dedicarsi ai più bisognosi senza alcuna distinzione e senza pretendere in cambio il Paradiso.
Chiedendosi semplicemente cosa farebbe Gesù oggi salterebbero agli occhi tutte le contraddizioni che la Chiesa ci impone.
P.S. il video sull'argomento. E' nato come prova e mi è piaciuto: http://it.youtube.com/watch?v=_xH_xYe22bc
lunedì 12 novembre 2007
La pentola a pressione sta per esplodere?
Oggi un collega mi chiedeva come mai la gente agisce in quel modo per una partita di calcio con tutti i problemi che ci sono oggi, dove le persone non arrivano a fine mese ecc.
Gli ho risposto che in quel modo la gente trova una valvola di sfogo.
Lui di rimando mi chiede: perchè allora, non si sfogano quando ci sono gli scioperi o le manifestazioni di protesta? Perchè non vanno a Roma a prendere per la giacca i parlamentari? Sono solo dei vigliacchi.
Credo che la gente a furia di essere trattata come bambini in età puberale, trovi nel "gioco", una zona franca per l'opportunità di sfogarsi, ribellarsi, scaricare il malcontento mascherato da marachella infantile dove il rischio è una punizione lieve gustificata da un contesto ludico.
Di contro, nelle manifestazioni serie dove, direttamente e intdiretamente, sono legati i propri interessi e lo status di cittadino responsabile, di fronte al giudizio dell'autorità, il cittadino è intimorito come da un insegnante o un padre autoritario. La "punizione" è molto più severa giacchè coinvolge la sfera sociale, economica ed affettiva.
Alla base vi è la cultura dello sminuire chi ci sta di fronte. Di minimizzare i pregi degli altri esaltando i difetti, di ridimensionare le qualità e i meriti di chi ci sta vicino. Alla radice è l'atente lo stereotipo inculcato dalla chiesa cattolica di considerare se stessi come soggetti infinitamente miseri di fronte alla grandiosità del divino che a livello inconscio si materializza nell'autorità di turno.
Dobbiamo avere dei limiti, è vero, ma il pericolo dell'esaltazione, a mio parere, viene fuori proprio nell'atto di porre un freno alle prerogative individuali in virtù di un riferimento altro fittizio e impalpabile conforme a tutti. Riconosco il pericolo di una società di egocentrici ma non è quella che di fatto abbiamo? Insomma, per sfuggire dalla padella siamo caduti nella brace.
Capisco che mantenere l'equilibrio sia una cosa difficile ma puntualmente, per non cadere in avanti, finiamo per cadere all'indietro. Personalmente preferisco cadere in avanti, almeno posso vedere dove vado a sbattere il muso.
Per me la pentola sta per esplodere. Manca un buon pretesto, la goccia per far traboccare il vaso e il coraggio puerile si tramuterà in coscienza adulta.
Ciò succede solo quando diventa evidente che chi si trova a governare, chi veste i panni del padre o del maestro saggio e autoritario (penso alla rivoluzione francese), perda quell'aurea di "essere perfettissimo" a seguito di eventi estremi che rivelano il vero volto del potere, rappresentato da individui meschini che mettono a repentaglio la vita di tutti per interessi egocentrici "puerili", ancora più infantili di coloro che si affidano ad essi.
Gli ho risposto che in quel modo la gente trova una valvola di sfogo.
Lui di rimando mi chiede: perchè allora, non si sfogano quando ci sono gli scioperi o le manifestazioni di protesta? Perchè non vanno a Roma a prendere per la giacca i parlamentari? Sono solo dei vigliacchi.
Credo che la gente a furia di essere trattata come bambini in età puberale, trovi nel "gioco", una zona franca per l'opportunità di sfogarsi, ribellarsi, scaricare il malcontento mascherato da marachella infantile dove il rischio è una punizione lieve gustificata da un contesto ludico.
Di contro, nelle manifestazioni serie dove, direttamente e intdiretamente, sono legati i propri interessi e lo status di cittadino responsabile, di fronte al giudizio dell'autorità, il cittadino è intimorito come da un insegnante o un padre autoritario. La "punizione" è molto più severa giacchè coinvolge la sfera sociale, economica ed affettiva.
Alla base vi è la cultura dello sminuire chi ci sta di fronte. Di minimizzare i pregi degli altri esaltando i difetti, di ridimensionare le qualità e i meriti di chi ci sta vicino. Alla radice è l'atente lo stereotipo inculcato dalla chiesa cattolica di considerare se stessi come soggetti infinitamente miseri di fronte alla grandiosità del divino che a livello inconscio si materializza nell'autorità di turno.
Dobbiamo avere dei limiti, è vero, ma il pericolo dell'esaltazione, a mio parere, viene fuori proprio nell'atto di porre un freno alle prerogative individuali in virtù di un riferimento altro fittizio e impalpabile conforme a tutti. Riconosco il pericolo di una società di egocentrici ma non è quella che di fatto abbiamo? Insomma, per sfuggire dalla padella siamo caduti nella brace.
Capisco che mantenere l'equilibrio sia una cosa difficile ma puntualmente, per non cadere in avanti, finiamo per cadere all'indietro. Personalmente preferisco cadere in avanti, almeno posso vedere dove vado a sbattere il muso.
Per me la pentola sta per esplodere. Manca un buon pretesto, la goccia per far traboccare il vaso e il coraggio puerile si tramuterà in coscienza adulta.
Ciò succede solo quando diventa evidente che chi si trova a governare, chi veste i panni del padre o del maestro saggio e autoritario (penso alla rivoluzione francese), perda quell'aurea di "essere perfettissimo" a seguito di eventi estremi che rivelano il vero volto del potere, rappresentato da individui meschini che mettono a repentaglio la vita di tutti per interessi egocentrici "puerili", ancora più infantili di coloro che si affidano ad essi.
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