I somministrati, i precari dell'Ilva di Taranto -uno dei più grandi impianti siderurgici del mondo- sono arrivati a circa 750. Sembra che lentamente vogliano precarizzare tutto il personale. Ho sentito storie assurde. Ti cambiano come oggetti prima della scadenza con altri nuovi. I sindacati se ne sono accorti e ci vogliono rappresentare; di questo passo potrebbero diventare precari pure loro...?
«Noi, semplicemente, non voteremo». I padri e i figli, l’angoscia e la rabbia. Nico Leggieri, portavoce del Comitato somministrati Ilva, lo dice senza alzare la voce: «Vogliono strumentalizzarci. Non lo permetteremo. Oggi siamo padri e figli insieme; sia chiaro: non rubiamo la scena a nessuno. I padri pro testano per ottenere la pensione dopo anni e anni a respirare amianto. I figli il lavoro lo hanno perso in 36 mesi, il tempo di spaccarsi la schiena all’Ilva come precari nei servizi più umili. «Abbiamo “approfittato” dell’assemblea, ma lo scriva con molte virgolette. e siamo qui a dimostrare pacificamente la nostra delusione». Del resto il parterre è di quelli che contano al salone della Provincia: i segretari di Fiom Cgil, Rosario Rappa e Fim Cisl, Giuseppe Lazzaro. Il neosegretario nazionale della Uilm, Rocco Palombella, tornato a Taranto per la sua prima uscita ufficiale «operativa» dopo il debutto a Roma. E poi i parlamentari: Pietro Franzoso (Pdl), Ludovico Vico (Pd), Pierfelice Zazzera (Idv). Si affaccia il sindaco Stefàno (la prossima settimana incontrerà i lavoratori precari), c’è il sindaco di Torricella Giuseppe Turco, il segretario di Rifondazione comunista Preneste Anzolin, i consiglieri comunali Voccoli (Rifondazione), Lemma (Pd), l’assessore al Lavoro del Comune Bitetti. C’è aria di elezioni...
«Siamo invisibili - spiega ai cronisti e alla platea Leggieri - vogliamo che ci ascoltino la città, i politici, i sindacati. Siamo 750. Cinquecento di noi lavoravano all’Ilva e sono stati licenziati; altri 250 lavorano ancora nello stabilimento siderurgico ma presto saranno fuori. L’accordo fatto dalla Fim Cisl e dalla Uilm con l‘Ilva ha finito per penalizzarci: non siamo stati assunti a tempo indeterminato ed è stata favorita la nostra sostituzione con altri lavoratori precari». La spinosa vicenda dei lavoratori interinali ha contribuito ad approfondire il solco fra i sindacati dei metalmeccanici. La Fiom Cgil voleva la loro assunzione diretta, Fim Cisl e Uilm rag giunsero, invece, un’intesa con il Gruppo Riva per l’utilizzo temporaneo dei precari nella prospettiva del loro ingresso in fabbrica. Su questo punto, già qualche settimana fa, il segretario nazionale del la Uilm, Rocco Palombella, era tornato a chiedere la riapertura del confronto con Riva: «Quei lavoratori vanno assunti con contratto a tempo indeterminato» disse Palombella. Sulla stessa linea Lazzaro della Fim Cisl. Il segretario della Fiom Cgil, Rosario Rappa, ha incontrato a più riprese il Comitato somministrati Ilva. Una buona notizia, alla fine, è senz’al tro quella della ritrovata unità sul tema precari da parte di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Dalle segreterie è partita una richiesta all’Ilva perché si anticipi la di scussione sul delicato tema dei lavoratori interinali. Un passo avanti, ma la strada è ancora lunga. [f.col.]
roberto, ORIA 21-02-2010 12:20 L'Italia è da tempo una ruvida società neocorporativa.Ecco perchè il Pres. della Repubblica che difende la Cost. fà pena.La Cost. del 48 è morta ed irreversibilmente sepolta da almeno 15 anni.I sindacati conferedali sono una corporazione dei lavoratori subordinati garantiti; significativa la prevalenza numerica al loro interno del pubb. impiego.Nessuna meraviglia che operino garantendo i " corporati " e dunque se stessi.I precari devono capire che a negargli il futuro è questo sistema neocorporativo nell'ambito del quale non c'è destra nè sinistra.Chi è fuori da caste feroci ed organizzate (Sindacato, Magistratura,Notariato, partiti, lobby varie ) in Italia rischia di non potere più vivere.Bisogna battersi dunque, non piangersi addosso; per battersi bisogna individuare l'avversario.Il nemico è questo sistema neocorparativo violento cui danno vita il centro-destra così come ed il centro-sinistra così com'è.Nessuna illusione, da loro nè aiuto, nè soluzioni.
Il cannibalismo in atto nel nostro paese, le risate di esultanza di fronte a una tragedia, quel perenne ricavare vantaggio personale sulle debolezze altrui, mi spinge a fare alcune considerazioni: la fame. Una classe dirigente ricca e affamata. Il cannibalismo è un fenomeno che si sviluppa in ambienti dove le risorse naturali sono scarse per soddisfare i bisogni più elementari delle popolazioni. Territori chiusi circondati da deserti o montagne invalicabili, isole in mezzo all'oceano, ecc. Oppure, molto più in generale, l'istinto del cannibale nasce in tutte quelle situazioni dove l'individuo è posto di fronte a un dilemma: essere mangiato o mangiare.
Come nel mondo globalizzato della crescita infinità, così in Italia tale fenomeno viene abbondantemente suscitato. Cos'è un medico (persona istruita) che opera pazienti sani per un ritorno economico personale? Un cannibale. Allo stesso modo sono cannibali tutte quelle categorie che traggono vantaggi personali sulla "pelle" degli altri. Inoltre, la fame o la sete di libertà, di affermazione, di accumulo di potere o risorse di ogni genere, viene suscitato da una sorta di shock alimentare, l'aver vissuto per un lungo periodo senza alcun nutrimento.
Il concetto di nutrimento è ampio. L'uomo è uno e trino. Per non dilungarmi dirò che l'uomo è un essere composto ed è fatto di: corpo, sentimento e intelletto. Se queste tre parti non vengono nutrite o sono oppresse da motivi più vari o da una cultura che annichilisce come quella cristiana della romana Chiesa, l'individuo vivrà sempre in preda al bisogno di colmare un vuoto, di essere libero, di affermare un qualcosa che neanche lui sa con precisione.
Il non sapere a cosa si ambisce per via di una "castrazione" nell'atuoaffermazione di se avvenuta fin dall'infanzia, induce l'individuo a far "ricadere" quel senso di vuoto e incompletezza, nei bisogni che io amo chiamare di panza; nel disorientamento il soggetto confonde quel sentimento di insoddisfazione come un bisogno di nutrimento "primario" di basso ventre. Tanto per capirci farò solo un esempio, quello più "commerciale" e divertente. Il resto lo svilupperò poi, quando avrò modo, pazienza e lucidità. Le fasi dello sviluppo spicosessuale dei bambini. Secondo Freud e secondo la semplice osservazione empirica, i bambini seguono tre fasi principali dello sviluppo psicosessuale: l'età orale, quella anale e l'età vaginale. Senza menzionare le teorie di Freud si può comunque osservare nelle società "primitive" dove i bambini sono lasciati sostanzialmente liberi di agire senza condizionamenti esterni o culturali troppo stringenti, che i bimbi passano da una fase orale caratterizzata dal fatto di portare tutto alla bocca per interagire col mondo, per poi passare ad un'età anale dove giocando fra di loro esplorano le parti intime, notano le differenze maschio/femmina e manipolano le deiezioni corporali, per poi finire nell'età vaginale dove cominciano ad avere rapporti sessuali veri e propri fino alla pubertà. Per la cronaca, dopo la pubertà, le femmine che cominciano ad avere il ciclo mestruale sono pronte per il matrimonio.
Ora mi chiedo: Bertolaso e la sua cricca, fatta di gente ormai matura, cercano di rivivere un'età vaginale? E' ora che la cultura venga messa in discussione?
Propongo un commento che gira da tempo ma è bene diffonderlo ancora. Dalla newsletter de La rete del grillo:
"di F.P.B.
Salve, sono un cittadino dell'Italianistan.
Vivo a Milano Due , in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio e lavoro a Milano in una azienda di cui è grande azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, così come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio). Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente intertrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della sua maggioranza sono dipendenti ed avvocati suoi, cioè sempre... del Presidente del Consiglio ... che governa nel mio esclusivo interesse..... per fortuna!"
Una società per la riscossione dei tributi mi ha mandato una richiesta di pagamento di 110€. "Si avverte che decorsi 30 giorni dalla data di notifica del presente atto senza che sia avvenuto l'integrale pagamento, sarà dato corso alle procedure esecutive previste dalla legge... e più precisamente:
1)Pignoramento mobiliare 2)Fermo di beni mobili registrati (autoveicoli e motoveicoli) 3)Pignoramento immobiliare/iscrizione ipotecaria 4)Ogni altra procedura prevista e consentita dal titolo II D.P.R. ecc. Quindi, mi pignorano i mobili, mi bloccano l'autoveicolo, m'ipotecano le proprietà. E' la stessa tecnica che usano gli strozzini: se non paghi di tolgono le cose. Quando io ho bisogno di soldi non vado a casa degli altri a chiederli, ma mi cerco un lavoro. Deve trattarsi della spazzatura arretrata: il comune ha bisogno di soldi e li viene a chiedere a me. Ricordo bene quel periodo. Andavo sovente al comune a chiedere un sussidio, una casa, un aiuto perché ero in difficoltà. In quello stesso periodo mi arrivavano anche i bollettini per la spazzatura. Sono andato a protestare chiedendo come mai dopo aver chiesto un sussidio, una casa, loro mi mandavano dei bollettini da pagare. Se ne uscirono dicendo che le tasse si pagano ed io di rimando: che faccio? Vado a rubare per pagare le tasse? Non solo, già vivo in una casa non a norma; una famiglia non può vivere in 50 mq. già sto pagando un prezzo di disagio sociale. Gli assistenti sociali mi hanno detto alla fine: non avete parenti? I miei parenti sono i primi che mi mandano da loro. Dunque, ora chiedo a voi: volete 100€? Non avete parenti?
Mio nonno faceva l'emigrante. E' rimasto sotto nelle miniere del Belgio, poi si ritirò. Mio padre ha fatto anche e continua tuttora, a fare l'emigrante. Io sono alla terza generazione. Avevo cominciato anch'io a fare la stessa vita, ma mi son fermato. Adesso si prospetta lo scenario che viene qualcuno a casa mia, un pubblico ufficiale, per sottrarmi qualcosa. Poi ci si lamenta del comportamento mafioso, omertoso dei cittadini. I primi ad adottare un atteggiamento del genere sono le istituzioni. Quando feci qui la residenza, dopo qualche mese mi arriva il canone della rai e mi chiesi come avevano fatto a sapere dove abitavo e se avevo una Tv. Se lo Stato viene a casa mia a chiedere i soldi, deve anche venire o interessarsi quando soldi non ne ho. Molti obiettano dicendo che c'è il lavoro in nero. Allora si avalla il lavoro in nero: provate a lavorare voi in nero e vedete com'è.
Secondo me, le organizzazioni criminali: mafia, n'drangheta, camorra, ecc. non sono la causa dei mali dell'Italia, ma sono la conseguenza di uno Stato oppressore che non ha cura del cittadino. Prendiamo come esempio la famosa autostrada Salerno-ReggioCalabria: perché non viene mai completata? La Calabria è sempre stata un'area depressa da dove sono emigrate moltissime persone. Quelle che rimanevano avevano poche possibilità di sviluppo. Quella strada è stata per i calabresi come l'oleodotto che trasporta benzina nei paesi africani. Gli abitanti del luogo bucano il grosso tubo e rubano la benzina. A volte succedono degli incidenti e avvengono delle esplosioni. Quindi, c'è una multinazionale che sfrutta il territorio e la gente affamata si aggrappa a quel tubo, a quella linea per ricavare sostentamento. L'autostrada Salerno-ReggioCalabria è risultata l'unica fonte di sostentamento per molte comunità locali.
Secondo la dichiarazione dei redditi presentata l'anno scorso, ho diritto al rimborso di circa 1000€. Non avendo preso il sussidio di disoccupazione entro l'anno -per una serie di balzelli burocratici atti ad eludere i miei diritti- il rimborso non può essere più "agganciato" a quella pratica ed è slittato all'anno corrente. Non potendo più presentare una nuova dichiarazione dei redditi quest'anno, per via del sussidio, rischio di perdere il rimborso a meno che, non presenti -a detta del sindacato- il modello Unico che mi permette di ottenere i soldi "nell'arco dei prossimi 4 anni". Un'altro episodio mi capitò quando cambiai sindacato. Portai le carte al nuovo e mi fece sapere che l'anno prima avevo pagato 2500€ in più. Chiesi se potevo ora recuperarli, ma ormai la pratica era chiusa. Troppo tardi. Adesso io potrei fare lo stesso discorso: i 100€ per il comune son scaduti. Quando feci l'impianto a gas per la mia automobile spesi circa 800€. Mi recai ad un ufficio Aci e chiesi se avevo diritto ad uno sconto sul bollo auto visto che avevo sopportato quella spesa: con spavalderia mi viene detto che dovevo pagare.
Riguardo alla spazzatura: a Grottaglie hanno fatto una discrica per rifiuti solidi urbani per poi tramutarla come discarica di rifiuti industriali. Vengono i camion dal nord a scaricare qui i veleni delle loro industrie. Questa discarica è illegale perché fatta con procedure illegali in un luogo che dovrebbe essere protetto. Sono stati presentati esposti ed è presente un sito permanente di cittadini esasperati. La spazzatura è ricchezza. Con la raccolta differenziata i rifiuti si trasformano in denaro. Dovrei dunque, pagare la spazzatura quando avete trasformato il comune in una pattumiera nazionale per rifiuti industriali.
Vorrei ricollegarmi all'ultimo video dove ho dimenticato di parlare del branding che deriva da brand (marchio) ed è l'imposizione del marchio nella cultura, cioè il marchio che si fa stile di vita, finalità, cultura appunto. Faccio un es. mentre prima la pubblicità si affiancava ad un evento culturale come un concerto musicale, appariva nelle locandine in piccolo come contorno, con l'avvento del branding il marchio, come la coca cola, diventa attrazione principale; la coca cola "presenta il concentro". Avviene quindi il ribaltone, il marchio appare più grande dell'evento culturale che viene relegato ad appendice, diventa contorno del marchio stesso. Quindi abbiamo frotte di gente che succhiano coca cola immersi in una musica di sottofondo, il rock, il concerto. Questo fenomeno si è sviluppato negli anni novanta, i famosi anni del ribaltone, ricordate? Il ribaltone non fu, come ci fecero credere, il passaggio di deputati da uno schieramento politico ad un altro per ribaltare il governo, ma fu un passaggio epocale di sistema. Fino ad allora l'azienda, o la lobby economica, aveva come referente uno o più partiti politici che in parlamento legiferavano a loro favore, con il ribaltone ora abbiamo partiti politici -appendici, specchietti per le allodole -che hanno come riferimento in parlamento aziende e lobby che legiferano direttamente per se stessi senza più intermediari.
Leggo dei passaggi dal libro No Logo:
"La mia amica Monica dice che suo figlio di sette anni non segna i compiti con asterischi o altro ma con i piccoli logo rossi della Nike. Fino ai primi anni Settanta, le marche sugli abiti erano generalmente nascoste alla vista, discretamente posizionate all'interno del colletto. Nella prima metà del secolo erano apparsi piccoli simboli all'esterno delle camicie, ma era un abbigliamento sportivo, riservato ai corsi di golf e ai campi da tennis dei ricchi. ... A metà degli anni Ottanta, a Lacoste, Ralph Lauren si unirono Calvin Klein, Esprit e, in Canada, Roots; da affettazione ostentata, il logo divenne gradualmente un accessorio di moda. Estremamente eloquente era il fatto che il logo stesse aumentando di grandezza, passando dai due centimetri alle dimensioni di un torace. E il processo di inflazione del logo prosegue, esempio clamoroso ne è Tommy Hilfiger, il quale ha diffuso per primo uno stile di abbigliamento che trasforma i suoi fedeli seguaci in bambolotti che camminano, parlano e vivono, mummificati in mondo firmati Tommy Hilfiger. La crescita progressiva del ruolo del logo è stata così rilevante da provocare un cambiamento sostanziale. Negli ultimi dieci-quindici anni, i logo sono divenuti talmente importanti che hanno radicalmente trasformato l'abbigliamento, riducendolo a un mero veicolo del marchio. Per dirla con una metafora, l'alligatore si è letteralmente mangiato la camicia. ... A metà degli anni Novanta, aziende come Nike, Polo e Tommy Hilfiger erano pronte a portare il branding a un livello successivo: non più apporre il proprio marchio solo sui prodotti, ma anche sulla cultura esterna. Sponsorizzando eventi culturali, potevano uscire nel mondo e rivendicarne alcune zone come avamposti del loro nome commerciale. Per queste aziende il branding non era solo questione di aggiungere valore a un prodotto. Si trattava di assorbire avidamente spunti culturali e iconografici che i marchi potevano riflettere sulla cultura come proprie "estensioni". In altre parole, sarebbe stata la cultura ad aggiungere valore ai marchi. ... il branding è applicato ai paesaggi urbani, alla musica, all'arte, ai film, agli eventi pubblici, ai giornali, allo sport e alle scuole. Tale ambizioso progetto fa del logo l'anima di ogni cosa esso tocchi: non un complemento o una felice associazione, bensì l'attrazione principale. La pubblicità e la sponsorizzazione hanno sempre usato le immagini per equiparare i prodotti a esperienze culturali o sociali positive. Ma l'elemento che caratterizza il branding anni Novanta è lo sforzo incessante per portare queste associazioni fuori dal regno della rappresentazione e trasformarle in realtà vissuta. Perciò non si cercano più solamente attori bambini che bevano Coca-Cola in uno spot televisivo, ma studenti universitari che svolgano, durante una lezione, un brainstorming per la prossima campagna della Coca-Cola."
Comprare i prodotti sfusi ci permette di risparmiare. Il mercato però, c'impone di acquistare confezioni multiple, stock che aumentano i guadagni delle aziende a scapito dei consumatori. Il concetto che gli introiti delle aziende vanno ad alimentare l'economia, il mercato del lavoro, ecc. è sbagliato, fuorviante. Il processo inverso, invece, farebbe risparmiare risorse ai consumatori stessi che andrebbero comunque ad alimentare l'economia grazie ad una maggiore capacità di acquisto.
Oggi vorrei porre l'attenzione su un particolare che sfugge ai più: è finito il colore rosso. Il rosso è uno dei colori che i bambini usano di più e finisce sempre prima degli altri. Sono quindi andato al negozio e ho chiesto un singolo colore rosso. Il negoziante mi guarda male e mi dice che hanno solo la confezione da 6. Sono dunque, costretto a comprare 6 colori quando me ne serve solo uno. Allora mi chiedo: perché devo comprare sei colori? È convinzione comune che comprando un colo colore l'azienda non guadagna e di conseguenza l'economia non gira, i posti di lavoro, ecc. Secondo questa logica dovrebbe funzionare anche il ragionamento inverso: comprando un solo colore ci guadagnano i consumatori che, sommando i loro piccoli guadagni, possono gestire i soldi facendo girare ugualmente l'economia. Mentre invece, la propaganda cerca solo di sfruttare l'utente, il cittadino, il consumatore.
Anche se noi consumatori ci rendiamo conto del torto subito, siamo talmente assuefatti dalla pubblicità al consumismo che ci adeguiamo passivamente. Per me i pubblicitari sono dei profondi conoscitori dell'animo umano, ancor più degli antropologi o degli psicologi. Infatti, riescono ad inculcare tramite la pubblicità, comportamenti tali da indurre l'utente a consumare, spendere, ecc. Si potrebbe anche vendere la merda in scatola con una pubblicità martellante. I prodotti cinesi si possono paragonare benissimo al letame. Quando all'incirca nel'98 la Cina si aprì al mercato mondiale, io pensavo che finalmente avremmo avuto prodotti di qualità inferiore a basso costo che ci avrebbero permesso di risparmiare. Invece è successo che noi ora abbiamo prodotti cinesi a prezzi europei. Dove finisce lo scarto di guadagno in più? Prendiamo ad es. le matite, un tempo temperavi la punta e ritornavi a scrivere, oggi invece, succede spesso, che la punta cade dopo aver temperato e ti ritrovi la matita consumata in poco tempo, devi andare a comprare un'altra matita a prezzo europeo. Non si può più applicare quel vecchio detto che dice: più spendi meno spendi; ora: più spendi, più spendi. Il nostro governo non è stato eletto democraticamente come ribadiscono sempre in ogni occasione, ma è stato eletto grazie alla pubblicità martellante, a strategie di marketing. Hanno venduto un “prodotto”, il partito, un programma, l'ideologia, i candidati, tramite la pubblicità con la quale si può benissimo eleggere il Gabibbo.
"La situazione degli interinali dell'Ilva di Taranto, più di 700, diventerà presto una vertenza se non si andrà verso un processo di stabilizzazione. A dirlo la Fiom Cgil". A Taranto c'è fermento. Finalmente il sindacato si è deciso a prendere le difese degli operai a contratto di "somministrazione" per l'Ilva, una industria siderurgica... mica caramelle. Ci è stato detto che si occuperanno di noi, dei nostri diritti e s'impegneranno a creare un percorso che ci porti alla stabilizazzione. Staremo a vedere.
Riporto un commento preso dal sito di Di Pietro che sintetizza bene il conflitto d'interessi del premier tollerato dall'opposizione. Si è partiti da una "piccola concessione" d'illegalità e ora siamo finiti sull'orlo del fallimento e alla vigilia della distruzione di tutta la macchina giudiziaria.
"...la Legge sul Conflitto d'interesse esiste sin dal 1957: Fu fatta per limitare i Poteri di coloro che avendo Concessioni governative intendessero candidarsi per ambizioni politiche ( si pensò ad evitare un'enventuale candidatura di Enrico Mattei)
1) Dalla Lettera del giudice Norberto Lenzi a Beppe Grillo:-..."sappiamo tutti che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato (n. 361 del 1957,art. 10) che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più. Eppure fino a qualche tempo fa l’argomento ogni tanto veniva ancora trattato: D’Alema, il 15.9.2000 alla Festa dell’Unità di Bologna aveva dichiarato che “Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità; la decisione della Giunta per le elezioni è stata una finzione”. Governava ancora il centrosinistra e il cuore dei legalitari si era aperto alla speranza. Ma quando, qualche mese più tardi, gli è stato chiesto perché non si era risolta la questione, ha incredibilmente risposto “abbiamo rispettato il voto di tanti milioni di italiani”. http://www.beppegrillo.it/2006/04/telecolpodistato.html
2)Ma lo dice anche Violante alla camera: -..."garanzia piena a Berlusconi"Dichiarazione del 2002 di Luciano Violante (DS) alla Camera dei Deputati. http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y
PSMa poi è finita a "tarallucci e vino!"E Confalonieri,Bonaiuti e tutti i SERVITORI del Padrone,hanno sempre sostenuto che gli Italiani,pur sapendolo(?)-ammesso che tutti sappiano che cosa sia il Conflitto d'Interesse!- lo hanno VOTATO lo stesso! "Una MENZOGNA ripettuta 10,100,1000 volte, diventa VERITA'!"(Goebbels). UNA LEGGE dello Stato MAI rispettata!COSI' E'!" Postato da: maria rosa
La riesumazione di Craxi fa forse parte della grande stagione delle "riforme condivise" con l'opposizione: impunità per tutti e la libertà "socialista" di poter rubare denaro pubblico a piacimento...?
Un'allusione a riformare il vecchio pentapartito e ritornare ai vecchi nostalgici, fasti in politichese? Ricavare dall'opposizione una componente "socialista" compiacente al sistema degenerato della maggioranza, e isolare definitivamente la sinistra "Pci" con Di Pietro.
Ecco la vera natura del "dialogo" inciucista.
E poi mi chiedo: che ne è e che ne è stato dell'ideologia socialista, di quel socialismo viola che si occupava degli ultimi ancor meglio del comunismo rosso??
Come mai Craxi, un "socialista", si precipitava dall'estero in parlamento per salvare le televisioni di un capitalista come B. e se ne infischiava della scala mobile? Dov'erano i critici all'ora e dove sono oggi?
In cosa consiste il craxismo?
Per me il craxismo è quell'arte che ti permette di ricavare il maggior vantaggio politico ed economico da ogni situazione in cui si può esercitare un minimo potere. Tradotto in parole semplici, il craxsimo è una domanda: quanto mi dai? Oppure, a seconda dell'interlocutore, la domanda è: quanto vuoi; quanto ti prendi?
L'uomo nero fa paura, impressiona, genera panico e angoscia nelle menti deboli. Il razzista classico è un "vigliacco" travestito da duro. Credono spesso in ideologie "incrollabili" e assolute, e guai a chi li contraddice, reagiscono con la forza. All'inizio del '900 si portavano i neri in Europa per mostrarli come fenomeni da circo. Generalmente le persone ragionano e reagiscono con meccanismi psicologici elementari: bello, brutto; cattivo, buono; dolce, amaro, ecc. Certe convinzioni rimangono radicate e il più delle volte le persone sono molto restie a cambiare parere o cercare considerazioni alternative e questo perché si ha "paura" di perdere le proprie certezze.
Lo stesso discorso vale per gli armamenti: io mi armo perché così facendo mi sento al sicuro dai nemici, da ogni minaccia, dal lupo cattivo...
Si tratta dunque di una reazione psicologica abbastanza elementare. Non capisco perché non si teorizza ciò e, se ci sono, non viene sufficentemente divulgato.
La pura, l'angoscia è il fulcro del problema. Così è il capitalismo: io accumulo tanta ricchezza così mi metto al sicuro contro la carestia. Essendo ricco mi rassicuro e sfuggo da ogni paura.
E' chiaro che tutto ciò è illusorio e le angoscie, le fobie e le paure irrisolte perseguiteranno sempre tali individui.
L'altro problema poco considerato è che certi individui, i "paurosi forti", recano danno non solo a loro stessi, ma anche a chi gli sta intorno. Prendiamo ad es. l'arrampicatore sociale. Si fa strada a gomitate scappando da chissà quale paura e nel suo cammino, bruciando le tappe, crea danni al suo passaggio agli altri e alle cose. Arrivato all'apice viene spesso riconosciuto come persona capace da emulare.
Con la scusa che le aziende creano ricchezza (per chi?) e lavoro (asservimento), hanno sempre goduto di una libertà pressoché illimitata. La creazione di prodotti rivelatisi poi tossici o l'utilizzo di impianti e risorse dannosissime per l'ambiente, non ha mai messo queste aziende di fronte alle loro responsabilità dirette o indirette. L'imperativo è sempre stato produrre a tutti i costi salvo i costi delle dismissioni, degli avvelenamenti, le malattie professionali e l'inquinamento imperante che ci ritroviamo. Solo quando si calcolerà anche il danno collaterale -come quello causato dalla produzione della plastica ad esempio- avremmo il vero valore delle cose e delle persone. Poiché, se gli innumerevoli danni causati dalle multinazionali ricadono sulla popolazione o sull'intervento degli Stati tramite la fiscalità generale, non si ha un vero progresso perché la ricchezza prodotta viene poi spesa per riparare i danni. Da ciò si può concludere che il capitalismo di oggi, fatto di ricavi privati e oneri collettivi, altro non è che un socialismo per capitalisti.
Per approfondimenti su la psicologia della paura, l'uomo nero, ecc: Gli archetipi: l'ombra
Ha una faccia da uccello con un grosso becco giallo. Quando avevo 5/6 anni mi venne a trovare in casa mentre dormivo nella culla. Quando mi svegliai m'inginocchiai sul letto e la mia vista era disturbata. Vedevo delle palle rosse lampeggiare d'avanti agli occhi. Non riuscivo a parlare, chiamavo la mamma ma la voce non usciva dalla bocca. Capii subito che i miei non c'erano ed ero solo in casa. Non riuscivo ad urlare. Decisi di rimettermi a dormire e mi distesi di nuovo. Per cercare di riprendere sonno mi voltai verso il muro e girandomi, vidi che al mio fianco era disteso un essere con una testa piccola e un becco grosso, come una specie di gallina. Aveva gli occhietti neri, piccoli e vivi. Non avevo più disturbi alla vista, le palline rosse si erano rimpicciolite a tal punto che ormai erano come i piccoli puntini colorati che si vedono quando ci si strofina gli occhi. Come giravo lo sguardo il suo becco seguiva il mio movimento. Ad un certo punto, forse per paura, do un morso a quel becco lontano un palmo dal mio naso. La figura scoparve improvvisamente. Sentii stritolare il becco sotto i miei denti.
Mi alzai gridando, ma la mia voce non usciva. Oramai ero sveglio certamente e la cosa più surreale era che, mentre cercavo di chiamare aiuto, sputavo i pezzetti di becco ancora presenti nella mia bocca. Scesi dalla culla e andai nella cucina dove non c'era nessuno. Sentivo che in casa c'era una presenza ostile, volevo uscire in strada, quindi scesi la lunga scala che portava all'uscita. Ma era chiusa! Allora mi accucciai a terra piangendo. Dopo un po' sentii come se quella strana presenza si era dissolta. Risalii le scale e aspettai i miei genitori sul divano. Quando tornarono raccontai tutto ma loro credettero ad un brutto sogno ed io sapevo che non potevano aiutarmi.
Ho il forte sospetto che qull'episodio mi abbia condannato perseguitandomi fino ad oggi. Per puro caso, ieri, mi sono messo a fare una ricerca per scoprire che tipo di "spiritello" mi aveva importunato quel giorno non riuscendo però a trovare niente di simile ad una gallina. Intanto sentivo un video di Serafino Massoni che paralva di Lilith -la prima donna creata da Dio ancora prima di Eva- e, sempre per semplice curiosità, ho cercato Lilith su Wiki dove descrivono la sua storia: dopo aver abbandonato Adamo per "incompatibilità caratteriali", Lilith si rifugia sulle sponde del mar Rosso lasciando il paradiso. Li si accoppia con alcuni demoni dai quali ha una progenie. Quando Adamo espresse il desiderio a Dio di riavere Lilith, Dio mandò degli angeli a prenderla ma lei si rifiutò e promise che in cambio avrebbe lasciato in pace i figli di Adamo. Fra i demoni di Lilith c'era anche Iblis... Ricercando le immagini riferite a questo nome incontro quella sopra: la faccia di cazzo a cui ho staccato il becco! Tu guarda che situazione: facevo una ricerca da una parte e ho trovato la soluzione da un'altra parte. Sorpreso dal risultato è ho deciso di condividere l'esperienza.
Ho aggiunto un'altro tassello alla "lunga" lettera all' arcivescovo Tettamanzi. Forse nei miei video ci sono troppi riferimenti sessuali, ma l'intento è quello di attrarre più gente e non essere noioso.
Monsignor Tettamanzi, oggi cercherò di risolvere il problema della cravatta: Castrazione o ostentazione? La cravatta è un simbolo fallico: Gli studiosi spiegano che il contatto col corpo di un proprio simile genera distensione, rassicura e inibisce l’aggressività. La stretta di mano viene offerta allo sconosciuto e sta a significare: io sono in pace, non ho intenzioni bellicose. Secondo un mio personale parere lo stringersi la mano era in realtà uno stringersi il pene trasformato poi nel tempo come tante altre cose andate via via sublimando. E' quel movimento ondulatore che non mi ha mai convinto: capisco stringere la mano ma scuoterla sorridendo mi è sempre sembrato ambiguo. Gli esperti spiegano che il contatto fisico distende, scarica la tensione, mette gli interlocutori spesso sconosciuti a proprio agio.
Immaginiamo, tanto tempo fa, due gruppi di cacciatori che s'incontrano nella savana. I loro capi si avvicinano per conoscersi e salutandosi si stringono vicendevolmente il pene dicendo magari: mi fa piacere, e l'altro, vengo in pace. Infatti, tutti insegnano che non bisogna mai tendere la mano moscia ed è importante stringere con una certa forza la mano dell'altro senza mostrare cedimenti. Poi, tutti i membri del clan si stringono il pene a loro volta creando un clima di confidenza e di distensione. E poi, tenere per i genitali un eventuale nemico è molto, molto più rassicurante.
La deduzione parte anche dal fatto che l’organo sessuale maschile dell’uomo è fra i più grandi del mondo animale in relazione al peso del corpo ed è, cosa molto importante, esterno, cioè non compare, come negli altri mammiferi, esclusivamente nell’approssimarsi del momento fecondativo ma è sempre in mostra. I biologi dicono che serve a tenerli al fresco, (una specie di raffreddamento ad aria. Con la tecnologia moderna ci potevamo installare dei radiatori ad acqua) ma allora, se è un tabù da nascondere perché la natura non gli ha fatti interni? Il delfino ad es. ce l'ha tale e quale all'uomo ma fuoriesce solo al momento dell'accoppiamento. Tu dirai che è interno per via dell'idrodinamica. E il cavallo allora? Anche il cavallo ha un organo interno, tu dirai che serve per l'aerodinamica quando corre, per non inciampare fra le gambe e cadere. Il fatto è che, al contrario dell'uomo, hanno gli organi interni perché li usano solo in certi momenti. Dunque abbiamo, una propensione naturale che ci porta in una direzione, e una costrizione culturale che ci porta in un altra direzione. In questo modo l'individuo viene "strattonato" da due forze opposte ed egli subisce l'angoscia, ecc.
Voi dite che una persona può vivere benissimo anche senza avere rapporti, ma anche stando seduti o distesi uno può vivere benissimo ma dopo alcuni anni si vedono le conseguenze, che discorsi sono? Quando uno è in astinenza si vede dal pallore, perché è scontroso e nervoso, il corpo rinsecchisce o diventa flaccido, cadente, ecc. Mentre chi ha una vita sessuale sana senza sensi di colpa, ha un colorito bianco e rosso ed è sempre di buon uomore ecc. L'unica modificazione fisica che attesta l'avvenuto rapporto sessuale è la gravidanza. Il cattolico classico quando vede una donna incinta si dice: ha scopato, ha scopato! E poi ripugna tutto ciò dicendo: ma che modi sono di farsi vedere in giro con quel pancione? E' vergogna! Ma come: difendiamo l'aborto e poi chi è incinta deve nascondersi per via dello scrigno peccaminoso? Però, la vera modificazione fisica si ha quando si è in astinenza: tutti noi abbiamo avuto periodi di astinenza. Ricordo ancora un periodo particolare, avevo deciso di smettere di fumare ma ciò mi dava uno strano effetto collaterale, un aumento vertiginoso del testosterone ed avevo continue erezioni durante il giorno. Presi l’abitudine di portare sempre le mani in tasca proprio per nascondere quella modificazione fisica. La gente mi chiedeva, anche le ragazze, ma cos’hai in tasca? Ed io rispondevo, niente, è un ciondolo, e che ciondolo... Pensa che quando andavo al bagno avevo difficoltà a sedermi sulla tazza. Mi dicevo: ma il water, invece di essere ovale non potevano farlo conico? Poi risolsi tutto in qualche modo e ripresi a fumare anche le sigarette. Si parla di disagio giovanile, ma all'epoca, con chi mi confidavo, a chi mi rivolgevo, alla Asl?
Riflessione
La pace è comunicazione La comunicazione, in un mondo dedito alla spiritualità, alla trascendenza della materialità, allo scollamento col mondo terreno, necessita, nel suo compiersi fisiologico, della vicinanza, di quell'accostamento fisico che a sua volta esige la possibilità intrinseca del contatto col corpo.
Il dialogo arricchisce solo quando si ha una fiducia incondizionata dell'altro. La fiducia -che è uno scambio intellettuale, sentimentale e corporeo- non scaturisce quando vi è alla base il rifiuto nell'altro e in se stessi, di quella fisicità dalla quale si rifugge. Il contatto con il corpo genera distensione e rassicurazione, e predispone quel clima disteso che conduce a un rapporto sereno di socialità e di pace.
Sig. Presidente, l'anno scorso avevo diritto a 8 mesi di disoccupazione ordinaria dopo aver perso un lavoro precario da 4 soldi.
L'Inps, l'istituto creato con i soldi dei cittadini per i cittadini, mi ha teso una serie di "tranelli" burocratici atti a eludere i miei diritti di cittadino onesto che lavora.
Ho aspettato 5 mesi per ricevere una prima tranche di sussidio perché, avendo chiuso il lavoro in malattia, secondo una "circolare interna", dovevo consegnare un certificato medico di "ritorno in salute".
Dopo una piccola odissea sono riuscito a produrre il documento che mi è valso 2 mesi di disoccupazione. Gli altri 6 mesi tardavano ad arrivare finché, recatomi all'uff. dell'Inps (un solo sportello + gendarme armato alla porta), non ho scoperto che la mia pratica si era bloccata nuovamente perché, "dopo un controllo incrociato", l'Inps ha rilevato che avevo fatto un giorno, un solo giorno di lavoro e, pertanto, "non risultando più disoccupato" non avevo più diritto al sussidio finché non aggiornavo all'Inps la mia posizione.
Appurato che avevo fatto solo un giorno di lavoro e comunque, non più di 5 che mi avrebbero precluso definitivamente il diritto al sussidio, si è nuovamente sbloccata la pratica che, forse, nel mese corrente riceverò il restante.
Ora mi chiedo Presidente: perché non hanno fatto un "controllo incrociato" quando hanno scippato gli immobili dell'Inps in favore dei privati?
Questa è la riprova che le istituzioni non sono al servizio dei cittadini ma contro. E a trarne vantaggio è solo l'oligarchia parassita che l'ha eletta.
Il suo discorso ipocrita lo conferma. Visto come firma e appoggia le leggi vergogna, è evidente che lei è ricattabile ed è stato messo li in virtù di ciò. Nel prossimo discorso ci dica come è perché la ricattano e, giacché si trova, ci dica i nomi e descriva le situazioni di chi è ricattabile nell'opposizione... verrebbe fuori un bel discorso.
Propongo oggi il video di dongiorgiodecapitani, un prete che definirei apofrico per le sue posizioni indignate nei confronti del sistema Italia e contro quella parte del clero che si dimostra compiacente. Il sunto è la natura, la presunzione dell'uomo e la proprietà privata.
Di seguito posto il mio commento (interessante) aggiunto in calce, per accennare un concetto che rimugino da tempo:
Siamo in preda ad una sorta di "cannibalismo" onnivoro e bulimico. Allora, smettiamola di chiamarci civili e differenziarci dai cannibali veri del Borneo. Smettiamola di considerare la "cultura" un fatto, tutto umano, che ci eleva e ci porta il famigerato progresso.
Forse se cominciassimo a vederci come degli animali, quali siamo, assecondando magari gli "errori" che la natura (ingrata e ignorante) ci ha imposto, potremmo riconoscerci veramente e vivere meglio.
Se la "cultura", l'insieme dei costrutti dei filosofi, delle gesta dei grandi uomini (e dei peggiori), l'insieme delle arti e della tecnica, ci ha portato oggi alla globalizzazione che altro non è che un:
ALL'ARREMBAGGIOOOOOO
piratesco e criminale di risorse umane, ambientali ed economiche, vuol dire che dobbiamo metterci in discussione e ricominciare da zero... da prima dell'età della pietra.
Ecco il testo del video di Serafino Massoni sul natale... una interpretazione molto, molto interessante! P.s. il video non parte bene. Portatelo un po' più avanti o riavviatelo.. sarà lo zampino del diavolo?
"...Il 25 dicembre c'è la ricorrenza del santo natale, ma per tanti altri cristiani la ricorrenza cade in un data diversa. La figura di Gesù è legata ai culti misterici del mondo pagano. E' una grande figura legata al sole che nasce, si erge, tramonta e muore. La nascita di Gesù bambino viene collocata nel momento in cui il sole, dopo aver concluso la sua caduta, torna a nascere; per questo noi vediamo il bambin Gesù circondato dai raggi: è il sole che torna a splendere, è la speranza che la vita continui a sconfiggere la morte in un nuovo ciclo di esistenza. Da questo punto di vista, Gesù rappresenta l'anno e suoi dodici discepoli rappresentano i mesi. Però, dobbiamo pensare che quando visse Gesù ancora non vi era stato il passaggio completo dal calendario lunare al calendario solare, per cui, molto probabilmente, i discepoli di Gesù non erano 12 ma 13. Il calendario romano all'epoca di Giulio Cesare, era un misto di calendario lunare e solare. Il calendario lunare si basa sui movimenti della luna; ogni luna sono 28 giorni, in corrispondenza del mestruo femminile (una strana corrispondenza). Moltiplicando 28 per 13 lune otteniamo un anno. Quindi, col passaggio dal calendario lunare a quello solare, i 13 discepoli son stati portati a 12.
Gesù è uno dei tanti divini paredri, è uno dei tanti capri espiatori che erano destinati, appunto, a portare sulle proprie spalle i peccati dell'umanità. Il paredro, il capro espiatorio è stato il primo pharmacos, il primo medicinale dell'umanità. Si dice "agnello che porti i peccati del mondo" nel senso di agnello sacrificale. E' sorprendente questa figura del capro espiatorio che fu Gesù di Nazareth, nato a Betlemme, e in quanto vissuto a Nazareth è chiamato anche il Galileo. Noi conosciamo il linguaggio di Gesù tramite i vangeli di cui ce ne sono una infinità; noi conosciamo fondamentalmente i 4 vangeli canonici, poi ci sono forse un centinaio di altri vangeli, tra apocrifi e gnostici che ci dicono cose anche diverse di Gesù. Però, c'è una caratteristica fondamentale: il linguaggio di Gesù è stranamente diverso dal linguaggio di tutta la cultura ebraica che precede Gesù v. il vecchio testamento. C'è come un salto, come se Gesù non fosse un ebreo nè un semita. Quando parliamo di semiti tiriamo in ballo gli ebrei ma, attenzione, semiti sono anche gli arabi, gli etiopi e tanti altri. Gesù è un semita che nasce nel mondo ebraico durante la conquista della Palestina da parte dei romani, ed è un ebreo che non usa il linguaggio tipico dei profeti.Sembra che Egli porvenga da un mondo diverso da quello ebraico. Questa figura meravigliosa di cui Nietzsche ebbe a dire, con una triste ironia: a questo mondo è esistito un solo cristiano e quello lo hanno messo in croce. Allora, che linguaggio parla mai Gesù di Nazareth? Non parla un linguaggio che lo possa legare in qualche maniera al vecchio testamento, ma è un linguaggio di rottura nei confronti del vecchio testamento. Allora, dobbiamo vedere come sono andate le cose con la sua crocifissione: testimonianze storiche ci dicono che fu effettivamente crocifisso, però dobbiamo stare attenti perchè la crocifissione era una punizione, ma non era necessariamente finalizzata alla morte della persona crocifissa. Varie fonti ci dicono che Gesù fu lasciato crocifisso per 3 giorni, poi fu tolto dalla croce ma non era morto, era in gravi condizioni. Le sue gravi ferite vennero rimarginate ed egli guarì. Dopo essere guarito abbandonò la Palestina assieme a Maria, sembra assieme a Giuseppe a S. Tommaso e, forse, assieme alla Maddalena e andò in oriente. Infatti, le prime comunità cristiane vennero fondate da S. Tommso sulla costa del Malabar nell'India occidentale. Sorgono prima li le comunità cristiane che non a Roma. Sembra che Gesù andò a stabilirsi nel Kashmir e, più precisamente a Srinagar, la capitale. Oggi devastato dalla guerra tra India e Pakistan, fra induisti e musulmani. La città di Srinagar, una città sui laghi simile a Venezia, si trova subito a nord di Rawalpindi -di cui abbiamo sentito parlare in tanti film sul colonialismo brittanico- e ancor più a nord di Lahore, anche questa una città classica che ci ricorda il colonialismo britannico. Perchè Gesù dopo la crocifissione, secondo tante versioni, andò in India? Tommaso si fermò sulla costa del Malabar, dove vennero fondate le prime comutià cristiane, e Gesù, con Maria, Giuseppe e la Maddalena andò più a nord nel Kashmir. Ma perchè mai Gesù prese quella rotta? Gli stessi vangeli ci dicono che Gesù trascorse la sua infanzia a Nazareth nella bottega di falegname del papà Giuseppe e che intorno ai 12 anni scomparve e non se ne sa più niente fino all'età di 30anni. Dov'è stato Gesù in questi 18 anni? Molto probabilmente, considerando il linguaggio che parla Gesù, in questi 18 anni si fermò in India nella pianura del Gange dove, già da 4/5 secoli, si predicava la dottrina del Buddha. Adesso vediamo il collegamento: Gesù, per via del linguaggio che parla, di certo apprese la dottrina del Buddha più che la dottrina induistica, e, quando se ne tornò in Israele, egli era o un discepolo del Buddha o era diventato un buddha egli stesso. Se vediamo poi come sopporta le sofferenze della fustigazione, del processo, della crocifissione dovremmo dire che Egli era diventato un buddha. In ogni caso, la sua è una predicazione di un buddha: pensate voi al discorso della montagna, è un discorso tipicamente buddistico. Il Buddha, probabilmente, avrebbe ripetuto le stesse parole di Gesù quando Egli dice ai presenti: ma di cosa vi allarmate? Guardate gli uccelli dell'aria, essi non seminano, non raccolgono eppure il Padre nostro che sta nei cieli provvede alla loro sussistenza. Guardate poi i gigli, loro non tessono, non cuciono eppure il Padre nostro provvede alla loro bellezza. Tutto il modo di parlare e il modo di comportarsi di Gesù è di stampo buddistico. Potremmo fare delle analogie con Socrate ma le analogie più forti sono con il Buddha. E il modo di comportarsi di Gesù al processo dove egli non perde tempo a difendersi, non sta li a cercarsi gli avvocati difensori, niente, si fa processare in silenzio. Quando gli dicono: sei tu il re dei giudei? Egli dice si, ma il mio regno non è di questo mondo. Ma cosa potevano capire i patriarcali ebrei, i patriarcali romani di uno che va a dire che il mio regno non è di questo mondo. Probabilmente, Gesù non intendeva dire che è lassù nell'iperuranio ma si riferiva a un regno dell'interiorità, cioè avere consapevolezza di se stessi. Ecco l'unione con Buddha e con Socrate il quale non andò a cercarsi gli avvocati quando venne condannato a morte: accettò la pena di morte senza stare li a resistere. Allo stesso modo, Gesù resta indifferente al processo. Lo portano davanti al re Erode e fa scena muta: uno spettacolo incredibile; lo portano davanti a Ponzio Pilato e stessa cosa: restano tutti interdetti. Ma chi è costui? Certamente non era la personalità funzionale al patriarcato ebraico e a quello romano. Se pensiamo poi, che una figura di questo tipo scaturisce li dal mondo degli ebrei (che hanno fondato il patriarcato con la famiglia monogamiga patriarcale, con la proprietà privata, ecc.)arriva questo signore ebreo-semita, come anche gli arabi, il quale gli dice: se mi vuoi seguire abbandona tutte le tue ricchezze; è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno dei cieli (il Regno dei cieli io lo interpreto come Nirvana).
E' una persona da eliminare perchè non funzionale alla società patriarcale. Infatti, si misero d'accordo i rabbini con il popolo perchè scegliessero tra Barabba, che era un farabbutto, e Gesù, che la grazia della vita fosse data a Barabba. Non aveva nulla da spartire Gesù con il mondo ebraico: era più funzionale al mondo ebraico Barabba. Liberando Barabba e sacrificando Gesù ritorniamo al discorso dell'agnello sacrificale. Il destino ha voluto però, che questa figura, del tutto estranea al mondo ebraico, nascesse nel regno d'Israele di razza semitica. Che strano destino che ha voluto che questa figura nascesse tra gli ebrei semiti, semiti come gli arabi (sia chiaro che anche gli arabi son semiti), nascesse proprio nel cuore del patriarcato. E questa persona parlava un linguaggio che non era il linguaggio degli ebrei, non era per niente un linguaggio patriarcale e andava messo in croce.
Ritronando al discorso che Gesù non sia morto in croce ma ci sia "stato" in croce e abbia subito, quindi, le sofferenze della crocifissione, ricordiamoci che ci sono le testimonianze degli islamici o di alcuni settori islamici che ci dicono che a Srinagar, nel Kashmir, noi abbiamo la tomba di Gesù e che Gesù sia continuato a vivere fino a tarda età che si sarebbe sposato e avrebbe avuto anche dei figli. Io so, ho visto anche le foto, che a Srinagar ci sono le tombe di Gesù e, stranamente, c'è anche la tomba di Mosè. In alcuni ambienti si ritiene che quando Mosè abbandonò l'Egitto, la terra promessa non fosse la terra di Canaan ma fosse il Kashmir. Il quale Kashmir, molto di più della terra di Canaan, si presta ad essere rappresentato come una specie di paradiso terrestre per la fertilità, la frescura delle sue acque, ecc.
Gesù rompe completamente con la tradizione patriarcale ebraico-greco-romana. E' come una immissione di buddismo nel cuore del patriarcato ebraico-romano. Una stranissima immissione che avviene così. Per forza non poteva attecchire il messaggio di Gesù, era completamente avulso da qualsiasi precedente tradizione. Resta il messaggio cristiano ma non è mai stato messo in pratica. Tanto è vero che la Chiesa cristiana e le varie diramazioni, di Cristo ha le parole ma non i fatti. Se noi guardiamo a questa struttura quasi allarmante, una struttura potentemente gerarchizzata, patriarcalizzata dove il papa, i cardinali, i vescovi, i preti non si sposano... più patriarcalizzata di così si muore. Questa struttura non ha niente a che vedere di fatto, nella sostanza, col messaggio di Gesù, perchè il messaggio di Gesù è fondamentalmente: se mi vuoi seguire abbandona tutte le tue ricchezze ed è più facile che un cammello entri nella cruna dell'ago piuttosto che un ircco entri nel regno dei cieli. Probabilmente Gesù, il galileo, non ha niente a che spartire con la proprietà privata. Però, la Chiesa romana e anche le altre chiese, ce l'hanno le loro proprietà private. Il Vaticano ha persino una banca di fama internazionale, l'Istituto Opere Religiose (IOR) che, non tanto tempo fa, era gestito da quell'anima santa del monsignor Marcinkus di cui hanno parlato anche le cronache politico-criminali dei gornali italiani.
Noi festeggiamo la ricorrenza della nascita di questo divino paredro: una figura che è stata occidentalizzata e patriarcalizzata sulle tracce del dualismo platonico. Quando Gesù diceva: a che serve conquistare il mondo se poi si perde l'anima, di certo, voleva significare a che serve conquistare il mondo se poi si perde la propria inteirore serenità? E' questo il messaggio buddistico. Alle Sue parole è stato dato un significato diverso perchè, nella sostanza delle parole di Gesù, noi non vediamo mai il dualismo terra-cielo, noi vediamo sempre un richiamo all'inteirorità.
Amici, che si creda in Gesù o non ci si creda, per me è stato un grande uomo (ecce homo si può dire), una figura meravigliosa, stupenda. Il suo messasggio è stato patriarcalizzato; il messaggio di Gesù è sempre stato un corpo estraneo alla organizzazone patriarcale che noi conosciamo. Questo messaggio andava adattato, in una certa misura, travisato, adeguato al mondo patriarcale. C'è da sorprendersi che non siano state eliminate le frasi che ho prima citato relative alla proprietà privata e, comunque, anche se non sono state eliminate, quelle frasi non sono mai state attuate e, in primis, non sono state attuate proprio da coloro che avevano il dovere per primi di attuarle cioè, quelli che costituiscono il corpo della Chiesa. I sacerdoti ci mostrano che se non hanno la proprietà hanno l'uso, il possesso di tante dimore lussuose che non hanno niente a che spartire col messaggio evangelico.
Bene cari amci, grande figura quella di Gesù che io collego a quella del Buddha e relativamente al samsara e al nirvana, all'esistenza quale codizionata e all'esistenza quale in-condizionata: a che serve conquistare il mondo se poi si perde l'anima; a che serve conquistare il mondo se poi si perde la pace interiore? Buon natale da Serafino Massoni
"Qualunque cittadino italiano non iscritto a un partito può farne parte". Finalmente ci attiviamo! Siamo passati dalla fase della fanculizzazione a quella del fare attuando il programma a 5 stelle!!
Non più il resistere resistere resistere ma costruire costruire costruire... "Chi si iscrive riceverà una password, fare parte di una rete sociale, potrà discutere e modificare il Programma, proporre e eleggere i propri candidati, lanciare iniziative sulla Rete e off line. Ognuno conta uno". Io mi sono iscritto immediatamente e chissà, forse un giorno andremo a Roma a... discutere pacificamente.
Quello sotto sono io. Ora faccio parte del Movimento di Liberazione Nazionale.
Pongo l'attenzione su un articolo di Paolo Bernard dove mostra i meccanismi mafiosi della finanza globale definendola un inferno in confronto ai "fuochi" della mafia locale.
Lotta alla Mafia? Sì, ma la peggiore per prima. Date un’occhiata qui: c’è 1 miliardo di euro da una parte, e ci sono 118 miliardi di euro dall’altra.
1 miliardo di euro. Secondo un autorevole studio sull’impatto della Mafia sull’economia produttiva della Sicilia, e cioè il volume ‘I costi dell’illegalità’ di Antonio La Spina (ed. Il Mulino 2008), le cosche hanno sottratto a quella regione un miliardo di euro nel 2007 (12 mesi) col ricatto del pizzo.
118 miliardi di euro. E’ la somma di denaro che noi cittadini italiani abbiamo dovuto rendere disponibile – e una cui parte abbiamo già del tutto perduto - nel 2008-2009 (12 mesi) per far fronte a un altro ricatto, quello inflittoci dalla Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, i responsabili della crisi finanziaria e della fuga di capitali dall’Italia.
Preciso che in questa trattazione non si tiene conto dell’ulteriore danno sistemico che le due Mafie causano a noi cittadini (cioè le ripercussioni indirette). Mi sono attenuto unicamente all’impatto sull’economia pulita dei ricatti delle due organizzazioni criminose, in 12 mesi. Ma anche includendo il danno sistemico, le proporzioni rimangono identiche, cioè Mafia della finanza batte Mafia regionale con un ampissimo margine. Ultimo appunto: sappia il lettore che dei 118 miliardi di euro che cito, 96 miliardi è denaro che la comunità ha dovuto rendere disponibile al ricatto, ma che non è chiaro se sia stato del tutto speso o quando verrà del tutto speso; il resto è già perduto. In ogni caso, si tratta di una ricchezza che sbuca dal cilindro solo per compiacere alla Mafia finanziaria, e che non sarebbe mai stata impiegata per spese di utilità sociale.
E se nel ricatto delle cosche ci sono i morti da lupara, i commercianti strozzati e l’infiltrazione nella politica, in quello della Mafia degli speculatori e investitori internazionali ci sono migliaia di aziende decapitate, masse immensamente superiori di italiani licenziati, sottimpiegati, cassintegrati, di famiglie senza futuro, di destini troncati sul nascere, di drammi personali, e un intero sistema politico nazionale ricattato senza eccezioni, e non solo in alcuni casi come accade con le cosche.
E allora, perché veniamo incessantemente dirottati dai Pifferai magici sugli uomini con la coppola di Palermo e Roma e mai su quelli col doppiopetto blu di New York e di Milano? Perché siamo topi che marciano sulle loro note mentre alle nostre spalle il Vero Potere ci distrugge la vita? Sarò esplicito: perché la carogna nazionale è sempre chiamata il Cavaliere e mai il Governatore? Berlusconi proviene dalle fila degli uomini d’onore? proviene cioè da quelli del miliardo di euro? Mario Draghi stringe la mano ai mafiosi che ce ne hanno sottratti 118 di miliardi. Ecco da dove viene il Governatore: è stato uomo di punta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della Banca Mondiale (le cause di ‘solo’ qualche centinaio di milioni di morti di fame e stenti, ma non contano, sono negri), e poi vice presidente di Goldman Sachs, la banca più devastante del XX e XXI secolo, la banca che mentre i lavoratori, le loro vite e le aziende venivano fottuti dai crimini di Wall Street (lei complice), scommetteva sulla loro rovina e vinceva miliardi di dollari (si chiama swap betting e hedging – i crimini sono spiegati qui http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=122). Infatti nel giugno scorso, mentre qui in Italia la cassa integrazione divampava peggio dell’influenza suina, Goldman Sachs incassava i suoi profitti di quadrimestre più ricchi da 140 anni: 3,4 miliardi di dollari. E vanno capite le drammatiche differenze fra le due Mafie: gli uomini dei pizzini possono essere arrestati, e talvolta lo sono, ma quelli di AIG, Citigroup, Goldman Sachs, Banca Italease (Banco Popolare) o di via Nazionale no, nessuno li tocca, meno che meno i Pifferai magici che tanto inveiscono contro i poteri minori. Infine, l’illegalità che permea entrambe le organizzazioni è di sicuro spaventosa, ma il Vero Potere è riuscito nell’impresa di vestire il re nudo, cioè di convincere l’opinione pubblica che la Mafia di gran lunga più micidiale, quella intoccabile dell’alta finanza, quella che può rovinare una nazione come l’Italia in pochi mesi, è del tutto legale. Berlusconi e picciotti 1, Draghi & partners 118, queste sono le proporzioni, e queste proporzioni dovrebbero dettare a qualsiasi cittadino attivo delle priorità nella lotta alle Mafie. Ma entriamo nei fatti....http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=157
"Gianni Lannes è un giornalista che fa nomi e cognomi. A giugno ha aperto un giornale online d’informazione, con sede a Orta Nova, in provincia di Foggia. E’ stato collaboratore di numerose testate e oggi lavora per alcuni programmi Rai. Ma il suo giornale, Terra Nostra ( italiaterranostra.it ) in questi giorni ha deciso per un stop: “Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili, ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei suoi collaboratori. Da oggi le pubblicazioni saranno congelate”. In pochi mesi di attività, infatti, ha ricevuto minacce e tre attentati: il 29 giugno, a due settimane dall’apertura, la prima lettera di minacce. Poi, a inizio luglio, un esplosione fa saltare in aria la sua automobile. Il 23 luglio vengono manomessi i freni della sua nuova auto. “Ho rischiato la vita”. I primi di novembre, ancora, un attentato incendiario gli distrugge l’ennesima automobile . Sul suo giornale, in Puglia, la regione che ospita le tre industrie più inquinanti d’Italia (la centrale Enel di Brindisi, l’Ilva di Taranto e la centrale termoelettrica di Taranto) Lannes si è occupato di ambiente. Il primo numero era un monografico su 54 progetti che prevedono la costruzione di inceneritori in Puglia. La sua attività d'informazione è andata anche oltre il Web: “Siamo stati anche nelle piazze di Puglia, abbiamo fatto più di 50 presentazioni del giornale”. Ma ora altre minacce sono arrivate ai ragazzi che lavorano con lui e, recentemente, anche alla moglie. Da qui la decisione dello stop. “Leoluca Orlando ha fatto un’interrogazione in Parlamento – ci spiega – perché le indagini sugli attentati non sono mai partite. Quindi noi adesso ci fermiamo finché non arriveranno dei segnali. Non chiedo protezione per me. Ma per la mia famiglia e i miei collaboratori”. Questa la vita di un giornalista libero . E non in Russia, ma in terra di Capitanata."
Terranostra fa vera informazione, quella scomoda, quella che ti fa percepire la realtà da brividi che ci circonda e per questo deve essere disturtta. Preghiamo...
Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili, ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei suoi collaboratori (alcuni dei quali già minacciati). Da oggi le pubblicazioni saranno congelate – fino a quando non percepiremo dei segnali positivi – poiché lo Stato di diritto è andato a farsi friggere ed il governo Berlusconi se ne infischia dei cittadini onesti. Il 24 novembre nonostante l’intervento in parlamento di Leoluca Orlando i rappresentanti governativi, vale a dire i nostri dipendenti, si sono eclissati. E’ vero non siamo in Libano o nella Jugoslavia pre-smembramento a tavolino, ma l’aria che si respira potrebbe mietere vite umane. Dal 29 giugno questo giornale è sotto tiro. Ben tre attentati, una minaccia di morte e varie intimidazioni non ci hanno piegato. Il 5 novembre il Gip del tribunale di Foggia archivia in tutta fretta il primo attentato poiché “Gli autori del fatto sono rimasti ignoti”. L’atto giudiziario a quella data è ancora secretato (sarà comunicato ai carabinieri il 6 novembre e allo scrivente soltanto il 10 novembre). Singolare coincidenza: alle 23,40 della stessa giornata si verifica un altro attentato. Proprio quel giorno avevo recuperato presso la procura della Repubblica di Lucera (FG) un fascicolo impolverato su una delle innumerevoli navi dei veleni e nel pomeriggio ero tornato ad occuparmi del peschereccio “Francesco Padre”, affondato dalla Nato nell’Adriatico orientale. Di chi è la regia occulta? E’ forse di carattere altamente istituzionale? Il procuratore capo signor Russo vuol favorire un’esauriente spiegazione dell’accaduto? A che punto sono le indagini giudiziarie relative agli attentati? Ho sporto numerose denunce ed ho fornito un quadro esauriente agli inquirenti. Non basta? Devo cercarli in prima persona i mandanti e gli esecutori materiali di questa strategia criminosa? Ribadisco il concetto: non intendo suicidarmi, godo di ottima salute (sono uno sportivo da sempre); ma se malauguratamente dovesse accadere qualcosa di spiacevole sembrerà un incidente. Solo qualche giorno fa, nonostante la presenza di una pattuglia dei carabinieri sotto casa, un ignoto è riuscito a terrorizzare la mia famiglia. Scusi signor prefetto Nunziante, questa sarebbe la protezione dello Stato? Siamo ancora vivi e vegeti perché abbiamo adottato delle personali misure cautelative, ormai da 5 mesi. Domenica scorsa don Giuseppe, al termine della messa mi ha espresso pubblicamente solidarietà dinanzi alle autorità e ai numerosi fedeli. Apriti cielo: il sindaco di Orta Nova (FG), tal Giuseppe Moscarella (votato dalla mafia: vedi intercettazioni telefoniche DDA Bari; lo stesso ha mandato in bancarotta le casse comunali) l’ha preso a male parole addirittura in chiesa. Il giorno seguente un assessore ha telefonato al prete per rincarare la dose. Il vescovo Felice Di Molfetta non ha nulla da eccepire? Le autorità giudiziarie locali si occuperanno mai delll’anomalia Moscarella e dei suoi soci in affari a spese della collettività? Allora possiamo fare ancora qualcosa? Ho il dovere di sperarlo e di essere contagioso. A questo serve la cultura. L’unico modo di combattere la paura di tanti è costruire speranze non solo per pochi. E’ fondamentale non lasciar manipolare le parole, il senso, il significato degli eventi e dei fatti. Il giornalismo d’inchiesta, sempre più in declino nello Stivale può ridare significato, a condizione di essere credibile e comprensibile. La speranza e la paura non sono esclusive, ma coinvolgono trasversalmente. Solo che la paura è passiva, la speranza va coltivata. La paura è una componente essenziale della nuova miseria, con l’intolleranza e la solitudine. Un giornalista d’altri tempi, Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984, mi ha insegnato una cosa fondamentale: “Scrivi ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire, senza reticenze”. Come mai chi dice la verità in Italia viene denigrato, offeso, minacciato? Potere e denaro. Soldi facili che dilagano e corrompono, che si trasformano in omertà e alla fine in delitto. Non so quanti anni e quante generazioni occorreranno perché approdi una nuova leva di italiane/i che vogliano concretamente scrollarsi di dosso la coltre del silenzio. Dove sono i professionisti dell’antimafia, gli ambientalisti da salotto e gli intellettuali a tutto spiano? Forse, si sono rintanati nei soliti dibattiti a rimuginare stucchevoli litanie? Chissà se saranno i nostri figli o i nostri nipoti, chissà se riusciremo in breve tempo a seminare quel che serve a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri e il coraggio dei padri o soltanto il sacrificio dei nonni, di quelli che hanno reso unica questa isola nel Mediterraneo, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto dei nipoti la riducesse in polvere. Ecco il nodo cruciale: ritrovare quantomeno la capacità di indignarsi, di reagire. Di chiedere che il bene di tutti venga prima dell’interesse di alcuni. Nel remoto 1962 Pier Paolo Pasolini (ammazzato misteriosamente) aveva scritto: “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. Su la testa: il destino è nelle nostre mani. A presto: il giornale è comunque aperto ai commenti!
Gente come la Marcegaglia ritiene che le sovvenzioni alle imprese sono utili anche alle classi inferiori poiché "a pioggia" ricade sugli strati sociali più bassi. v. gli aiuti alla Fiat.
Mai una volta che si faccia il discorso inverso: sovvenzionare la massa con uno stato sociale serio così che, "a evaporazione", ne beneficiano anche le classi sociali più alte. Compro l'auto perché in qualche modo sono coperto e la Fiat vende.
Invece no, gli aiuti sono andati alle banche. Dico, almeno che facessero una volta ciascuno... Il fatto è che queste lobby hanno partiti, uomini in parlamento o al soldo. Pertanto, visto che si tratta di una democrazia a tariffa o all'asta, a tachimetro o a marchetta, inventiamoci un modo per pagare quei prostituti che ogni giorno si presentano nei telegiornali come salvatori della patria.
La "democrazia" americana di Obama è frutto proprio di un "pagamento" dal basso capillare che ad esempio, ha spinto l'amministrazione ad attaccare le lobby della sanità privata in un paese dove la gente crede che la sanità pubblica è cosa da barbari.
Dunque, se dobbiamo pagare, paghiamo e ci mettiamo anche il crocifisso dappertutto così abbiamo pure l'appoggio della Chiesa cattolica
THYSSEN, CIRIO & C non è successo niente... Come lo yogurt, i processi italiani avranno la data di scadenza. Così ninnte giustizia i 150 mila risparmiatori italiani rimasti coinvolti nei crac Parmalat (imputato Calisto Tanzi e altre 22 persone) e della Cirio di Sergio Cragnotti. La richiesta di rinvio a giudizio per Cragnotti e altri imputati – tra cui il banchiere Cesare Geronzi – è del 25 settembre 2007. La scadenza è dunque già scattata: il 25 settembre 2009. Non avranno molto probabilmente giustizia neppure le famiglie dei sette operai morti nel 2007 nel rogo della ThyssenKrupp: alla sbarra sono, a Torino, i dirigenti della fabbrica che facevano lavorare gli operai senza rispettare le norme di sicurezza; il tempo sarà scaduto nel 2010. Non arriverà a sentenza il processo per le morti causate dall’amianto (3 mila lavoratori) della Eternit: inizierà a Torino il 10 dicembre, avrà due imputati, ma uno stuolo di parti civili: ben 736 persone e 29 enti. In fumo il lavoro di Luigi De Magistris: finirà in nulla il processo nato dall’inchiesta Why not da lui avviata a Catanzaro. Inutili i processi sulla politica e sulla pubblica amministrazione: la corruzione non è stata inserita nelle eccezioni alla prescrizione breve, mentre lo è stata (per volontà della Lega) l’immigrazione clandestina. «Dalla richiesta di rinvio a giudizio alla prima udienza passa da noi in media un anno e quattro mesi. Impensabile di arrivare a sentenza in otto mesi» spiega un sostituto procuratore a Roma. g.b.