martedì 16 settembre 2008

Sulla consapevolezza cosmica



Il vegetale ha consapevolezza di essere? Sì “concepisce”? Andando per deduzione siamo costretti ad ammettere di si. Esso vive, cresce, dà i frutti, ecc. “Sentirà” l’inverno, l’estate, ecc. Quindi ha una coscienza di sé pur non avendo né mente, né ramificazioni nervose. Un albero, un muschio, sanno di essere attraverso qualcosa che trascende sia la materia che lo spirito (?).
Sto parlando dell’anima? L’anima è un attributo del me. La mia anima. Il concetto di anima sottintende un’appartenenza, è predicato di qualcos’altro che è alla basa, che ne è sostanza, ed è l’essere, il Sentimento.
Vorrei fare lo stesso ragionamento riguardo ai minerali. Una pietra è consapevole di essere? Mentre col vegetale si è potuti andare per deduzione perché contiene funzioni vitali simile agli “animali”, coi minerali ci sembra assurdo. Forse, se un vegetale avesse la capacità di ragionare, farebbe le stesse conclusioni deduttive rispetto al minerale, come noi le abbiamo fatte rispetto al vegetale.

Perché le zebre hanno le strisce bianche e nere? Come mai hanno “adottato” (quando si dice che la verità è sotto gli occhi) una colorazione così appariscente che facilita l’individuazione da parte dei predatori? Perché non un colore che si mimetizza con la vegetazione? I biologi si sono fatti questa domanda e hanno scoperto il motivo.
Il manto striato permette alle mandrie di zebre di passare inosservate quando si spostano in cerca di acqua. Infatti, le striature creano un effetto ottico che a lunga distanza le rende invisibili. Il predatore in lontananza non le riconosce quindi non le insegue. Quelli nelle vicinanze le riconoscerebbero lo stesso con qualunque colore del manto. I militari in guerra hanno usato questo stratagemma per camuffarsi.
Com’è potuto succedere? Come si è giunti a questo risultato? L’evoluzionismo spiega che i caratteri genetici cambiano per un accidente o semplicemente per selezione, nel senso che tendono a riprodursi maggiormente quelli con caratteristiche migliori. Chi ha deciso, e soprattutto "compreso", che le striature ti rendono invisibile? L’antenato della zebra lo ha dedotto in qualche modo e si è concentrato facendosi venire le strisce bianche e nere? Oppure casualmente sono nati degli esemplari col manto striato e hanno dato origine alla stirpe? Se così è, quando si trovavano misti gli striati e i no, quelli col manto monocolore attiravano i predatori lo stesso e una volta vicini i leoni non stavano li a scegliere il colore da mangiare. E poi, come è giunta la natura a “capire” che quel tipo di colorazione era un ottimo sistema di difesa? La natura ha un centro di ricerca? Oppure si tratta di una “consapevolezza” cosmica, di una coscienza naturale costituita da tutte le cose viventi e non? Vi sembra un discorso affascinante?

2 commenti:

Marco ha detto...

La selezione naturale non funziona in questo modo, ti consiglio di studiare e meditare di più e meglio.
La natura non è un qualcosa di cosciente e pensante. Natura è il nome che noi umani utilizziamo per trasmetterci il concetto di tutto ciò che ci circonda e che non è manufatto.
La selezione naturale si basa sulle mutazioni casuali (e sul cross-over) del DNA che si verifica OGNI volta che avviene il concepimento, sia nel regno animale che vegetale.
Non è necessario nessun intervento da parte di una "natura pensante". Semplicemente tutti gli individui generati contengono minime differenze; se queste differenze porta ad un migliore adattamento all'ambiente gli individui possono continuare ad esistere ed hanno possibilità di riprodursi e trasmettere le proprie caratteristiche (mutate e mutanti).
Nel caso in cui le mutazioni portino ad individui che male (o peggio) si adattano all'ambiente questi individui avranno minori probabilità di sopravvivere e di trasmettere quindi le proprie caratteristiche.
Non è necessaria alcuna volontà esterna. È un processo del tutto automatico. È semplice, elegante e
funzionale.
In definitiva la risposta alla tua domanda è: No, mi sembra una idiozia, frutto di un ragionamento a malapena accennato.

Il blog di Masciullo ha detto...

Ancora non si capisce bene come funziona l'evoluzione altrimenti, forse, certa gente in parlamento non ci sarebbe.
Dobbiamo comunque ammettere che una sorta di coscienza collettiva esiste; una persona non può "assorbire" la propria cultura solo attraverso gli insegnamenti.
E il bruco come fa a "sapere" che ad un certo momento deve fare il bozzolo per diventare una farfalla e volare in cielo??